Questo sabato, 31 marzo, ultimo giorno del mese, arriva una nuova intervista. A parlare è:
MariaGiovanna Luini, ossia:
Una donna. Una scrittrice. Un medico. Probabilmente tempo fa avrei detto prima “un medico”, poi “una scrittrice”, adesso no. Non è questione di priorità, ma di istinto. Scrivere è talmente naturale da essere definizione sufficiente e immediata. Comunque… Sono lecchese di nascita (veramente il mio paese si chiama Calco: lì vive la mia numerosa famiglia) e milanese di adozione, ho vissuto qualche anno a Bruxelles; lavoro in un istituto oncologico milanese, sono chirurgo come mio marito Alberto. E scrivo…
Quando hai incominciato a scrivere e che approccio hai con la scrittura ( nel senso : scrivi di getto e poi correggi, o redigi prima un’elaborata scaletta) ?
Scrivo da quando avevo tre anni, più o meno. Scrivere è l’espressione più immediata, facile e profonda . Per molto tempo ho tenuto la scrittura solo per me, poi tre anni fa è successo qualcosa: ho iniziato a fare leggere. Così, come se fosse ovvio. E’ stato un cambiamento importante perché mi ha permesso di confrontarmi e mettere in discussione, di migliorare lo stile . Scrivo di getto: di solito non ho in testa un’idea, mi siedo alla scrivania e sto in silenzio. Silenzio totale. Poi la storia nasce e si sviluppa e io devo scriverla, quasi stessi descrivendo qualcosa che accade al di fuori e al di là di me. La prima stesura è sempre d’istinto. Nasce da sola. Poi rileggo e critico, spesso riduco molto. E lascio raffreddare per qualche tempo prima di correggere di nuovo. Non ho scalette: anche i romanzi più lunghi nascono e vivono spontaneamente. L’unica volta che ho scritto una scaletta mi è piaciuta molto ma non si è sviluppata: è sempre lì, in uno dei miei taccuini, e aspetta di nascere. Prima o poi prenderà vita.
Il rapporto con i tuoi personaggi?
All’inizio sono abbozzi, schizzi senza colore, poi hanno bisogno di silenzio e iniziano a vivere. Li guardo trasformarsi e non so mai come si comporteranno finché la storia non è finita.
Se dovessi inserire in un tuo racconto o romanzo un personaggio di un tuo autore preferito, questo personaggio quale sarebbe?
La signora Dalloway.
Un po’ come il protagonista del romanzo La Storia Infinita, tu in quale libro ti sarebbe piaciuto entrare?
Entrerei in uno dei romanzi di Simenon, per osservare in silenzio. Il punto di vista del protagonista, che subisce la vita da testimone muto: gli eventi accadono e non si può fare altro che assistere…
Hai pubblicato Esser grandi è una fiaba, con la casa editrice Lampi di Stampa? Parlaci del tuo libro e della tua esperienza editoriale?
Ogni tanto scrivo fiabe. Le scrivo pensando alla magia della vita: sto a contatto con persone che soffrono, che combattono malattie molto difficili, e ho imparato ad amare ogni istante di sogno, di leggerezza. Le fiabe nascono nei momenti in cui ho più bisogno di sorridere. L’anno scorso qualcuno mi ha suggerito di raccogliere alcune mie fiabe per pubblicarle: è stata un’esperienza inattesa, molto bella e la casa editrice Lampi di Stampa mi ha assistito moltissimo in questa prima avventura editoriale. Quando ho scelto le fiabe da pubblicare ho pensato di dedicarle a un pubblico adulto, per una specie di pudore nei confronti dei bambini che hanno bisogno di tanta, tanta bellezza. Non mi sentivo in grado di comunicare con i bambini… Quando le fiabe sono uscite hanno avuto un successo che – confesso – non avevo sperato, e tantissimi bambini le hanno amate: la prossima raccolta sarà anche per loro, è quasi pronta.
Inoltre stai partecipando al concorso Moda e Gusto indetto dalla casa editrice ARPANet. Cosa ne pensi di questa esperienza?
E’ divertente. E offre spazio agli esordiente: in questi tempi è davvero notevole trovare una disponibilità di questo genere. Ho letto i racconti proposti, sono molto belli.
Oltre ad essere medico, sei anche giornalista scientifica. Pensi che redigere articoli possa essere anche un buono e costante esercizio di scrittura?
Scrivere, scrivere, scrivere: me lo disse il direttore di un giornale, una persona che stimo moltissimo. Aveva ragione: l’esercizio costante permette di migliorare, di prendere confidenza. E di trovare il proprio stile narrativo. Ogni tanto rileggo cose che ho scritto in passato e ho la tentazione di cambiare tutto, di tagliare e modificare e sintetizzare… Scrivo tutti i giorni almeno due ore.
Ultimamente stai scrivendo o ci sono dei progetti a cui stai lavorando?
Ho completato la rilettura “a freddo” di un manoscritto cui tengo molto, “Una storia ai delfini”. E vorrei rivedere un manoscritto un po’ più “vecchio”, un romanzo scritto a quattro mani con uno scrittore e giornalista francese, Jacques Charmelot: abbiamo avuto commenti molto positivi soprattutto per l’originalità della storia e la suspence, ed è arrivata qualche proposta interessante, ma pensiamo di rivedere lo stile un’altra volta prima di decidere. Ah, e la nuova raccolta di fiabe è quasi pronta!
Nel frattempo lavoro a una fiction televisiva di carattere medico: è un’esperienza molto stimolante, completamente nuova.
Gestisci un tuo blog personale, parlacene un po’.
Non sapevo che cosa fosse un blog. Non avevo mai sentito la parola “blog”. Poi un amico mi ha detto “perché non metti qualcosa di tuo su internet?” e mi ha spiegato come fare. All’inizio è stato un gioco, poi il riscontro crescente mi ha spinta a lavorarci con maggiore impegno. Non uso il blog come diario: in realtà non c’è niente della mia vita personale perché non è questo lo scopo. Pubblico fiabe, racconti, brevi pezzi narrativi e ho un feedback quasi immediato: i commenti della gente, il numero di visite sono preziosissimi aiuti per riflettere e migliorare. Ricevo messaggi molto belli, e qualcuno mi ha davvero commosso. Alcune critiche sono state fondamentali per rivedere il mio stile. Il blog ha avuto il grandissimo merito di farmi provare l’esperienza dell’”esposizione”, che non è così scontata nel suo impatto sulla vita personale. Ho imparato a mettermi in gioco accettando le conseguenze.
MariaGiovanna, mi ha fatto piacere intervistarti, è stata una bella chiacchierata
Un saluto e a presto
categoria:intervista a mariagiovanna luini








(copertina fittizia)
