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venerdì, 30 novembre 2007

Locandina Dark Crystal

The Dark Crystal, un film uscito in Italia nell'83. Ormai nessuno lo ricorda più, tranne io(che sono nato nell'87, quindi dire che lo ricordi è un po' un paradosso...) e pochi altri appassionati del genere. E' la storia di un mondo incantato sorretto da un cristallo oscuro. Due razze antagoniste e complementari, i Mistici e gli Skeksis, il Bene e il Male. Jen è l'unico superstite del favoloso popolo dei Ghelfling e protagonista di questo fantastico lungometraggio. Non è per una recensione di questo film che sto scrivendo questo post, ma per dire che nello stesso anno in cui The Dark Crystal uscì nelle sale, la casa editrice Mondadori, per la collana Urania, pubblicò il romanzo tratto dal film (quando l'ho scoperto ho avuto uno shock).

Purtoppo è introvabile ed io ho dovuto acquistarlo su e-bay. E' bellissimo e lo consiglio a tutti. Una volta Antonella mi propose il gioco dei tre libri da portare su un'isola deserta...  Di libri ne leggo molti, ma un terzo da portare su un'isoletta non riuscivo davvero a trovarlo... Adesso invece ce l'ho tra le mani e lo sto leggendo con entusiasmo.

I tre libri che porterei su un'isoletta deserta:

 La Storia Infinita  

 La casa degli Spiriti 

 Dark Crystal  (ma io alla fine mi porterei solo questo!!)

 

immagini prese dal web

 

postato da: mMushroom alle ore 16:54 | Link | commenti (2)
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venerdì, 23 novembre 2007

Prima di andare a dormire mi ascolto queste quattro belle canzoni di Loreena McKennitt.

The Bonny Swans (molto bello il video)

http://www.youtube.com/watch?v=qTXbT2l2kV0 

 

Beneath a Phrygian Sky (non smetterei mai di ascoltarla)

http://www.youtube.com/watch?v=siXe7bKt1q0&feature=related

 

The Mummer's Dance (una delle mie preferite)

http://www.youtube.com/watch?v=hK-Pi-Dgsfk&feature=related

 

Stolen Child (niente da dire...)

http://www.youtube.com/watch?v=iSlv9Wt8SEY

postato da: mMushroom alle ore 21:55 | Link | commenti
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lunedì, 19 novembre 2007
Antanz1967 ha intervistato sul suo blog Gavino Piga, giovane scrittore sardo ed insegnante di greco e latino presso un liceo di Sassari. Correte a leggere!
postato da: mMushroom alle ore 08:50 | Link | commenti (4)
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venerdì, 16 novembre 2007

In questo venerdì così uggioso e novembrino, arriva una nuova intervista! A rispondere è Gionata Soldatini, autore ArpaNet.

 

Dunque, iniziamo con le presentazioni: chi è Gionata Soldatini?

Questa è sicuramente la domanda più difficile a cui rispondere. Il mio problema è che proprio non lo so.

Quando hai iniziato a scrivere e perché?

Tutti hanno bisogno di comunicare, in un modo o nell’altro, ciò che sentono, per mettersi in discussione e cercare di capire cosa si è veramente: con il partner, con un amico e, perchè no, con un foglio bianco da riempire. Scrivere è stata un’esigenza, è dai tempi del liceo che butto giù qualche idea. Quando mi sono accorto che ciò che mi circondava non era capace di completarmi, allora ho iniziato a scrivere.
Parlaci un po’ della tua esperienza con la casa editrice ArpaNet.

Tenevo da tempo dei racconti nel cassetto, ma l’esigenza di cui parlavo prima si scontrava con il terrore del rifiuto. Poi ho deciso di buttarmi, di partecipare al concorso indetto dall’ArpaNet e…sorpresa! Il testo è piaciuto ed è stato publicato. Una gioia immensa, sarò sempre in debito con loro.

I personaggi sono parte dello scrittore e delle sue esperienze di vita; sei d’accordo con questo luogo comune?

Assolutamente sì. I miei personaggi, le mie esperienze, i miei ricordi, sono filtrati e resi il più possibile interessanti perché la fantasia e il potenziale della scrittura è straordinario; è per me impossibile resistere e non sfruttare a pieno queste possibilità, ma piccole parti di me e del mio mondo sono in ogni stato d’animo e  nella più surreale delle descrizioni.

Tre libri che ti porteresti su una fantomatica isola deserta.

Fight Club di Chuck Palahniuk, Chiedi alla Polvere di John Fante, Compagno di Sbronze di Charles Bukowsky. Il mio primo amore è stato però Sulla Strada di Jack Kerouac. Giuro che questo libro mi ha “chiamato”, mi ha detto “leggimi”! Era lì, buttato in una cesta enorme di un centro commerciale, e non so assolutamente cosa mi abbia attratto. Avevo 17 anni e neanche conoscevo Kerouac, le scuole superiori, per l’evidente necessità di dare solo una cultura generale,  ti iniziano alla lettura di quelli che definirei i “classici ufficiali”, ma il gusto personale non si impone. Per fortuna ho scoperto presto che negli anni in cui D’Annunzio si ritirò nel suo villone, Henry Miller, ad esempio, scriveva Tropico del Cancro. Se non mi fossi appassionato a certa letteratura, probabilmente adesso non scriverei.

Tornando a noi, porterei in un’isola deserta i libri che ho citato all’inizio perché, insieme ad  altri libri che adoro e che sprigionano “un’energia” unica, sono attraversati da un’ironia, che diventa spesso sarcasmo e cinismo, per me  assolutamente indispensabile in una storia.

Lo stile costituisce la “firma” di ogni scrittore. Tu come definiresti il tuo?

La scrittura, anche quella apparentemente più spontanea, è una questione di equilibrio. Se la forma rimane immobile si rischia un piattume totale. Fante e Bukowsky, ad esempio, sono dei grandi “artigiani” capaci d’impennate liriche straordinarie; Palahniuk, passa da descrizioni dettagliatissime a brevissime intuizioni che sono un pugno allo stomaco. Loro, fra questi ed altri poli, hanno trovato un equilibrio. Io cerco di rimanere fra l’astratto e il concreto, fra luoghi imprecisati e dettagli precisi, passato e presente, sogno e realtà. Lo stile è la vera anima dello scrittore, diciamo che il mio è lo specchio della  mia confusione e il tentativo di superarla

Stai per iniziare un nuovo romanzo e ti trovi di fronte alla classica prima pagina bianca. Come vivi questo momento?

Vivo il momento con emozione ma non mi preoccupa. La prima pagina non è mai un problema per me, se inizio a scrivere è perché ho già chiara un’idea in testa. Per il momento è così. Lo sviluppo, quello sì che è difficile, e poi il lavoro di limatura. Come ho detto prima, non credo molto nella scrittura spontanea, un libro è per me come un mosaico.

Ultima domanda: se il mondo fosse di un colore, questo colore quale vorresti che sia?

Rosso acceso, o comunque di un colore che sprigionasse un’energia così forte da poterla cogliere.

 

 

postato da: mMushroom alle ore 15:44 | Link | commenti (1)
categoria:intervista a gionata soldatini
domenica, 04 novembre 2007

E' uscito il secondo fascicolo della Lega dei Blog Letterari, che potete scaricare liberamente dal link che segue.

http://www.historicaweb.com/?scarica_historica

Fra i vari articoli presenti in questo secondo numero, segnalo "Io e Fred", racconto della mia amica Antanz1967, una recensione di Barbare Gozzi al libro "Una Storia ai Delfini", romanzo di MariaGiovanna Luini e una mia intervista a Giovanni Locatelli, che potete anche trovare qui sul mio blog sulla lista delle categorie.

Il fascicolo della L.B.L. è una pubblicazione aperiodica senza fini di lucro. Per collaborare, occorre spedire all'indirizzo mailinghistorica@libero.it uno degli ultimi 15 post dei vostri blog che a vostro parere ritenete  idoneo sul profilo letterario (quindi post che trattano di recensioni, poesie, racconti, relazioni su eventi artistici di ogni tipo ecc.)

http://www.braviautori.com/forum/viewforum.php?f=39 cliccando su questo indirizzo, accederete ad un forum in cui potrete discutere dei vari articoli presenti in questo secondo numero della L.B.L..

Fra i nuovi blog che hanno partecipato alla realizzazione di questo nuovo numero della lega dei blog, segnalo:

www.acquadallaluna.splinder.com di Simona Camplone

www.rivistanugae.blogspot.com blog dell'omonima rivista letteraria Nugae

 

 

postato da: mMushroom alle ore 22:12 | Link | commenti (3)
categoria:
sabato, 03 novembre 2007

Folletto d’Irlanda

 

Il cielo non è mai stato così candido

e gli astri così lentigginosi,

così vicini e granulosi.

Rosso e bianco:

è un contrasto abbagliante,

a tratti inquietante.

Arde sui prati d’Irlanda,

gli cinge il capo una ghirlanda.

Non è una fiammella, ma scintilla,

e profuma di cannella.

È un’anima di aria e fuoco.

Ma attento, scotta un poco!

postato da: mMushroom alle ore 11:14 | Link | commenti
categoria:
sabato, 03 novembre 2007

Oggi è sabato, e cosa c'è di meglio di una bella intervista per porre fine a questa settimana? Flavia Ganzenua vive a Roma ed è autrice ArpaNet, casa editrice presso la quale ha pubblicatò il racconto "A metà".

Dunque, iniziamo con le presentazioni: chi è Flavia Ganzenua?

Vivo a Roma, dove lavoro come sceneggiatrice.  In genere, scrivo cose molto brevi. Credo dipenda dal fatto che sono interessata più ai dettagli, che alla storia, alla trama. Mi piace dilatarli fino all’inverosimile, esasperarli. Dettagli fisici, soprattutto, ne sono quasi ossessionata.

 

Quando hai iniziato a scrivere e perché?

Scrivo da sempre, da quando mi ricordo. Scrivo perché altrimenti penso che parlerei da sola per tutto il tempo. E per il motivo più banale del mondo: essere letta.


Parlaci un po’ della tua esperienza con la casa editrice ArpaNet e del tuo racconto, “A metà”.

“A metà” è stato l’inizio di tutto. Ho capito cosa volevo scrivere e come lo volevo scrivere. Ho trovato il mio stile, per usare una parola che fa un po’ impressione. La mia esperienza con la casa editrice Arpanet? Se sfogliate l’antologia Concept Gusto, vedrete che prima di ogni racconto è riportato un estratto del racconto stesso. Sono giusto poche righe: un antipasto. Nel mio caso, quelle poche righe erano proprio il cuore di “A metà”, ciò da cui ero partita, che volevo dire. Credo non ci sia bisogno di aggiungere altro.

 

I personaggi sono parte dello scrittore e delle sue esperienze di vita; sei d’accordo con questo luogo comune?

Assolutamente d’accordo. Difficile è farlo senza autocompiacimento.

 

C’è un libro a cui sei particolarmente affezionata e che rileggeresti all’infinito?

Rileggerei all’infinito gli scritti di Tadeusz Kantor, o “Impronte” e “Faith”, di Amanda Davis, o il racconto “Per grazia ricevuta” di Valeria Parrella. C’è un frammento proprio di “Per grazia ricevuta”, che so praticamente a memoria.

 

C’è un inoltre un romanzo che vorresti riscrivere tu, una sorta di vero e proprio remake letterario, con tuoi spunti personali e personaggi modificati?

In genere non amo i remakes. Se penso a un libro che avrei voluto scrivere io, penso a “L’amante” di Yehoshua.

 

Progetti futuri?
Più che un progetto, un desiderio… vivere solo dei miei racconti. Sto scrivendo una raccolta, vedremo…

 

Ultima domanda: se il mondo fosse di un colore, questo colore quale vorresti che sia?

Color oro. Abbagliante.

postato da: mMushroom alle ore 10:54 | Link | commenti (1)
categoria:intervista a flavia ganzenua
Immagine di L'uomo che dipingeva con i coltelli Immagine di La nave del destino - Asia