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domenica, 22 febbraio 2009

Il rosso è un colore ambiguo: simboleggia l'amore, la passione, ma anche il sangue e, molto più spesso, ancor più del nero (suo eterno rivale, molto più del bianco), la morte.

Laura Costantini e Loredana Falcone sono tornate con un nuovo romanzo, edito da Bietti Media. Un noir, stavolta, d'ambientazione americana: una dettagliatissima Chicago, con il lago Michigan a fare da sfondo (e specchio) alle vicende ed ai sentimenti dei protagonisti.

La metropoli americana è sconvolta dal ritrovamento di alcuni cadaveri di uomini brutalmente seviziati, le labbra tinte di rosso con un pregiato e raro rossetto. Violet Red, numero 107, firma elegante e provocatrice di un assassino che si muove nell'ombra e che favorisce, come vittime, uomini pregiudicati, schedati, che hanno avuto già a che fare con la polizia.
L'agente Marler, il tenente Greyford ed il capitano Vernon sono i tre protagonisti, ai quali si aggiungerà la giovane agente Sandy Delano, misteriosamente connessa all'assassino, denominato dai media Violent Red.

Laura Costantini e Loredana Falcone confermano con questo nuovo libro la loro potenza narrativa e, aggiungerei io, il titolo di vera e propria scuola di scrittura.

CopCOSTANTINIFALCONE_fronte

1)   Anno nuovo, libro nuovo! Non si può certo dire che abbiate cominciato questo 2009 col piede sbagliato ;)

 

Forse il segreto è che di piedi ne mettiamo avanti sempre due.
 
2) Viole(n)t red. Ambientazione americana, come ne "Le colpe dei padri"; stavolta, però, dal Wyoming si è passati alle luci di Chicago e ai riverberi del lago Michigan. Come mai questa scelta?

 

Perché essendo il nostro primo giallo noir, sentivamo il bisogno di un piccolo aiuto ambientale.

 

 Ho la vaga impressione che ci sia qualcosa che vi leghi agli States... Dico bene, Laura? ;) oppure è il solito tic esterofilo di noi italiani?

 

Ci lega agli States una lunga frequentazione della letteratura americana. I nostri autori preferiti, e non ce ne vogliano gli italiani, sono: Stephen King, Dean Koontz, Michael Connely, Patricia Cornwell, Ed McBain, James Ellroy e Cormac McCarthy. Se poi questo sia un tic esterofilo, lasciamolo decidere ai lettori.

 

2)   Parliamo della genesi di questo romanzo. Com'è nato? Qual è stata la scintilla?

 

La genesi di questo romanzo affonda nella notte dei tempi. Inizialmente, e parliamo della fine degli anni ’80, sentivamo il bisogno di creare una poliziotta che rubasse la scena ai soliti detective. Poi, come sempre accade quando si scrive, il romanzo ha preso una strada tutta sua.

 

3)   Scrivere un noir, o un giallo, non è semplice. Tutto dev'essere ben collaudato, del resto si tratta di storie la cui pianificazione parte dalla fine... ma anche e soprattutto dai personaggi. Ebbene, parliamo di loro. Qual è stato il vostro rapporto con l'agente Marler, il tenente Greyford, il capitano Vernon e la timida Sandy?

 

Partiamo dal presupposto che questo non è un vero e proprio giallo. Soprattutto perché noi non sapevamo come si scrivesse un giallo. Come già detto, alla base di tutto c’era Lanee Marler, l’agente del XX distretto che sogna di diventare detective dell’Unità Vittime Speciali. E’ lei a partorire il dolente capitano Ian Vernon, il fascinoso tenente Valerio Greyford e l’enigmatica agente Sandy Delano. La caratterizzazione dei personaggi passa attraverso la percezione che di loro ha Lanee. E, chi ha letto il romanzo, sa che Lanee è fondamentale per lo sviluppo della vicenda.


 
5) Bietti Media è la casa editrice con cui è stato edito questo vostro nuovo libro, e di editori, voi, ne avete conosciuti! Siete due veterane (no, non inarcate le sopracciglia e non sorridete, smettetela di essere modeste), quindi parliamo di questa nuova avventura (termine forse azzardato?) editoriale.

 

Ogni volta che si affronta un nuovo editore, si parte per una nuova avventura. Quindi il termine non è azzardato. L’incontro con Bietti Media è avvenuto in modo del tutto fortuito. Attraverso un nostro amico abbiamo saputo che la Bietti aveva bandito un concorso per manoscritti inediti. Viole(n)t Red giaceva in un cassetto già da un po’ e quindi abbiamo deciso di tentare. L’editore ne è stato immediatamente entusiasta, al punto da bypassare il concorso per approdare direttamente alla pubblicazione.
 
6) Progetti in campo?

Viole(n)t Red uscirà in libreria in primavera, è prevista una presentazione romana il prossimo 20 marzo. Intanto stiamo rivedendo il terzo romanzo della trilogia composta da New York 1920, Roma 1944 e, appunto, Parigi 1980. Inoltre abbiamo cominciato a pensare a un sequel di Viole(n)t Red, magari ambientato in Italia.
 
7) Chi acquisterà il libro, riceverà in omaggio un rossetto?

 

Magari se e quando una grande casa cosmetica vorrà diventare nostro sponsor. Va detto, comunque, che il rossetto Violet Red esiste già.

postato da: mMushroom alle ore 11:17 | Link | commenti (6)
categoria:nuovaintervista a lauraetlory
sabato, 14 febbraio 2009

L'appuntamento settimanale con le mie interviste non manca neanche stavolta.
Questo sabato, a fare quattro chiacchiere con noi, è Gennaro Chierchia, autore Albus con il romanzo "Filming Carmelo".

Dunque, iniziamo con le presentazioni: chi è Gennaro Chierchia?

 

Non mi piace parlare molto di me, della mia vita privata intendo. Separo la scrittura da quello che faccio nella vita, anche se quest’ultima entra di prepotenza nella prima, a volte come un’onda altre a gocce. Diciamo che sono uno a cui piace inventare storie, che poi altro non sono che un pretesto per raccontare di me e del mondo in cui vivo.

 

Gennaro, prima di presentare il tuo libro, della tua formazione, ed in special modo della tua esperienza editoriale. So che hai pubblicato con diverse case editrici, e che hai, presso Kairós Edizioni, curato, pochi anni fa, l’antologia “San Gennoir”…

 

Sì, ho pubblicato racconti e poesie con diverse case editrici. “San Gennoir” è stata una bella esperienza. La prima volta da curatore. Si tratta di un libro di racconti neri su Napoli e la Campania, che annovera autori del calibro di Paolo Roversi e Maurizio de Giovanni. È un volume che mi ha dato tante soddisfazioni e fatto imparare molte cose sul mondo dell’editoria. Tra l’altro contiene un mio racconto di cui vado fiero, “Carmela”, giunto finalista al premio letterario “Storie a Mezzogiorno”.

 

Ebbene, parliamo quindi ora del tuo libro “Filming Carmelo”.

 

“Filming Carmelo. Una vita senza copione” è il mio primo romanzo, pubblicato nel 2007 dalla giovane casa editrice caivanese Albus Edizioni. Parla di un ragazzo ventisettenne che si è arrangiato spacciando droga e rubando, a cui un giorno viene offerto di fare della pubblicità e conseguentemente del cinema. È innamorato perso di Stella, ma lei nasconde una doppia vita. Il libro è un romanzo di formazione, perché il protagonista si evolve e prova a migliorarsi, sia sul campo lavorativo che emozionale. È un libro volutamente ironico e divertente, insomma nulla a che vedere col sangue che scorre tra le pagine di “San Gennoir”.

 

Com’è nato questo libro? Parliamo della sua genesi.

 

Come tutti i miei scritti, il libro è nato da un’ispirazione iniziale, che poi si è evoluta convincendomi e ha preso corpo. La stesura è durata circa quattro anni, perché nel frattempo pubblicavo racconti e ho curato “San Gennoir”. Mi piacerebbe avere tutto il giorno a disposizione per scrivere ma purtroppo non ho questa fortuna.

 

Un occhiello alla copertina… e al titolo ;)

  

Dissi a Paolo Cancello Tortora, il grafico, che in copertina volevo un collage di immagini presenti nel romanzo; avevo in mente come modello la copertina di uno dei dischi che amo di più degli U2, “Achtung Baby”; poi ebbi l’idea di racchiuderle in una stella, che è anche il nome della ragazza di Carmelo, il protagonista della storia. Credo che Paolo abbia lavorato egregiamente, il risultato lo avete sotto gli occhi. Il titolo del romanzo invece mi è stato ispirato dal documentario diretto da Orson Welles “Filming Othello”. Mentre l’editore ebbe la brillante intuizione di aggiungere “Una vita senza copione”.

 

Qual è il tuo rapporto con la scrittura?

 

La scrittura è per me innanzitutto un bisogno, uno sfogo. Anche se non racconto di me direttamente, nelle storie che scrivo ci metto dentro tutte le mie paure e le mie angosce, le mie ansie e le mie emozioni. Mi piace creare delle storie con una trama non banale, con personaggi colorati e carichi di personalità. I dialoghi ricoprono una parte fondamentale.

 

In Italia si legge poco ma si scrive tanto… così almeno si sente dire spesso nel mondo dell'editoria, specie quella piccola. Luogo comune o sottile (e paradossale) realtà? Cosa ne pensi?

 

Purtroppo è vero che in Italia si legge poco e che ci sono molte persone che sognano di pubblicare il proprio romanzo. Sarebbe opportuno che chi scrive legga molto; sia per il piacere di farlo, sia per migliorare la propria tecnica e mantenersi aggiornato sulle tendenze. Per quanto mi riguarda mi ritengo un buon lettore e sono sempre alla ricerca di un buon libro da leggere.

 

Progetti in campo?

 

A novembre 2008 è uscita l’antologia di racconti da me curata: “Lavoro in corso”, sempre per i tipi della Albus Edizioni. Raccoglie racconti a volte divertenti, a volte amari, che indagano a trecentosessanta gradi il mondo del lavoro. A febbraio 2009 uscirà un’antologia noir contenente un mio racconto; sono molto contento perché è la prima storia tra tutte quelle che ho scritto con protagonista un killer professionista che vede la luce su carta. Poi sono circa a metà stesura del mio secondo romanzo.

 

Una domanda, ora, che non pongo da tanto, ai miei intervistati: se il mondo fosse di un colore, questo colore quale vorresti che sia?

 

Il mondo è già colorato e pieno di colori. Va benissimo com’è. Non riesco a immaginarmi un mondo di un solo colore: sarebbe piatto e noioso.

 

postato da: mMushroom alle ore 15:37 | Link | commenti (1)
categoria:intervista a gennaro chierchia
sabato, 07 febbraio 2009

Ed eccomi qui anche questo week end con una nuova intervista, fresca fresca!
A parlareè Giuseppe Bianco, autore dell'antologia "Chiedilo all'amore" edita per i tipi della casa editrice Albus.

Dunque cominciamo con le presentazioni: chi è Giuseppe Bianco?
Sono io! :-)) Scherzi a parte, Giuseppe Bianco è una persona come tante che ha una grande passione per la scrittura e, ha avuto la fortuna di pubblicare due libri, entrambi di racconti ed entrambi belli.
 
Giuseppe, hai partecipato a numerosi concorsi letterari, conseguendo molti prestigiosi riconoscimenti;
ebbene, parliamo di questa esperienza e della tua formazione.

Sì, bella esperienza quella dei concorsi, dovrò ricominciare a parteciparvi. Da un pò non lo faccio, ma solo per una questione di tempo. Sai anche la passione per la scrittura spesso comincia come un passatempo e poi come tutte le altre passioni, finisce per occuparti tutto il tempo e tutti i pensieri.
 
Pensi che i concorsi, assieme a internet, possano essere dei buoni trampolini di lancio per chi
vuole iniziare a farsi conoscere?
Forse...trampolini di lancio no, ma comunque sono ottimi canali per confrontarsi con altre persone, anche se c'è sempre un rovescio della medaglia: troppi concorsi (13 o 14000) in Italia e pochi quelli affidabili, e quando un autore si imbatte in una delle tante pastette messe su per motivi per nulla letterari, non può avere un vero riscontro riguardo l'effettivo valore della propria opera, l'effettiva forza d'impatto; In internet invece, l'offerta è tanta e gratuita e spesso non selezionata e, questo può confondere l'utente finale.
 
A proposito di internet: negli ultimi anni, centinaia di piccoli editori sono cresciuti, maturati e questo in merito alle
potenzialità della rete in termini di pubblicità e capillarità (praticamente senza confini) di vendita online. Cosa ne pensi? Trovi che sia
una grande verità o un gran luogo comune?
Che sia un grande canale di comunicazione è fuori discussione, con la rete (come la chiamano gli americani) si può arrivare in posti nemmeno immaginabili fino a qualche tempo fa, però non so se questo aiuta effettivamente a crescere, a mettersi in evidenza certamente si.
 
"Chiedilo all'amore", tua raccolta di racconti, edita da Albus editrice. Presentiamo l'opera ai lettori.
Chiedilo all'amore è un libro in cui tutti i personaggi di tutti i racconti hanno a che fare con l'amore, vivono o fanno scelte in funzione di esso, ma non è assolutamente un libro di racconti rosa, anzi in molti passaggi è molto duro, in quasi tutti i racconti si affrontano temi di grande spessore sociale: precariato, solitudine, emarginazione. Una dimostrazione che anche quando sembra non esserci, l'amore resta il motore che fa girare il mondo.
 
 copertina dell'antologia "Chiedilo all'amore"

Qual è il tuo rapporto con la scrittura?
Siamo conviventi :-) 
 
Parliamo, a questo punto, della tua esperienza editoriale.
Un settore molto difficile e, spesso chiuso alle novità ed ai nuovi autori. Visto da fuori sembra una cosa così semplice, quasi un gioco. Invece poi.....chi scrive ed ha pubblicato un libro sa cosa voglio dire, e quante difficoltà e ostruzioni si incontrano a prescindere dal valore dell'opera. Dopo aver pubblicato il libro è nata una collaborazione, adesso amicizia fra me e quelli della ALBUSedizioni quindi so, le difficoltà alle quali va incontro un editore che vuole davvero promuovere un libro, e per questo apprezzo e ringrazio ALBUS nelle persone di Rita Esposito, Irene Caliendo e Elena Grande.
 
Progetti in cantiere?
Sì....siccome non mi piace fossilizzarmi su di un solo genere, ma spaziare, sto finendo una favola ed un Romanzo, poi vorrei continuare ad organizzare con Francesco Celiento e Antonio De Lucia il concorso LEtterario Internazionale "Premio Città di Caivano - Le parole per te", giunto quest'anno alla decima edizione.
postato da: mMushroom alle ore 11:29 | Link | commenti
categoria:intervista a giuseppe bianco
Immagine di L'uomo che dipingeva con i coltelli Immagine di La nave del destino - Asia