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sabato, 27 giugno 2009

Vi ho fatto aspettare, è vero, ma l'intervista di questo sabato è da tener d'occhio! A parlare è Gennaro Liguori, titolare della casa editrice Eiffel di Caserta ed autore, per i tipi della stessa, della silloge "Il mio tempo".

 

 Com’è nata la Sua casa editrice,e con quali aggettivi (facciamo quattro) la
 definirebbe ?
       
      E’ nata almeno nelle intenzioni molti anni or sono – nel lontano 1992 – quando ho
      scelto l’ampio oggetto sociale della EIFFEL sas, ;   desideravo sin da allora pur
       essendo un dirigente aziendale e giornalista, creare una casa editrice; nel 2007
       ho realizzato a livello operativo questo mio sogno,subito dopo ho creato una sua
       branca, produttrice di booktrailers.
      Oggi la definirei giovane,moderna,snella,ambiziosa.
 
 
             Dirigere una piccola realtà editoriale,specialmente di questi tempi,
non
dovrebbe essere semplice: ogni anno nascono e muoiono decine di editori.
Quali sono i Vostri punti di forza e quale la Vostra strategia per farvi avanti nel sottobosco spesso intricato della piccola editoria ?
 
    Ho avuto esperienza in tanti settori economici,e di comunicazione,e questo mi
      agevola in alcune scelte. Tuttavia il settore editoriale resta difficilissimo nel
      nostro paese, perché dominato dalla grande editoria,nelle cui mani è massima
      parte della filiera della distribuzione.
          Quindi un piccolo editore,se pur capace e battagliero , si trova davanti degli
          ostacoli enormi.
          Ha due strade : quella di entrare nel mondo delle case editrici a “pagamento”
          o quella che ne sta fuori.
          Ho scelto questa seconda strada, anche se più tortuosa,perché quella più giusta
          e consona al mondo editoriale, ed anche più aderente alla mia natura,di uomo
          solare,limpido ,che crede ancora nei meriti e nei valori.
 
            Mi chiede la strategia :
-         ricerca costante di nuovi e giovani autori in tutte le possibile strade di
                  approccio
-         pubblicare solo se convinti,previo conforto e confronto con un comitato di
     lettura,soggetto a costante evoluzione
            -    attenzione continua a nuove forme promozionali
 
  Internet ha rivoluzionato la vita delle piccole case editrici – e non solo – ed il tipo di rapporto con i lettori e coloro che desiderano proporre un testo in valutazione; vorrei chiederLe cosa ne pensa di questo fenomeno chiamato web,positivo e negativo – a seconda dei punti di vista – e se sia senz’altro irreversibile ?
 
     Credo che internet abbia rivoluzionato il mondo dell’informazione e della conoscenza. E questo è stato determinante per la mia decisione recente di entrare nel mondo editoriale. Avere una visibilità in rete quasi senza oneri
          aggiuntivi, è basilare per contenere i costi,se si pensa che la distribuzione
          sottrae ai ricavi una fetta insostenibile (da un minimo del 35% ad un massimo
          del 55%.)
Sarebbe necessario per la libera informazione che la classe politica prendesse mano all’argomento,fornendo uno spazio di visibilità a bassa incidenza, alle piccole case editrici che rischiano in toto ( quelle che non chiedono contributi finanziari agli autori) .
Ho una idea al riguardo che parte dalla creazione di biblioteche in ogni comune, da un minimo di 2000 abitanti; quelli con popolazione inferiore andrebbero consorziate.
          Nell’ambito delle stesse biblioteche si dovrebbe creare uno spazio, riservato
          alle piccole case editrici, di visibilità e vendita;   la quota da loro ceduta quale 
          provvigione ( del 25% anziché del 50/55%)    potrebbe essere riversata in un
          fondo   di   rotazione utilizzabile   annualmente per il miglioramenti di tali
          strutture.
          Mi piacerebbe trovare altri firmatari per una proposta di legge ad iniziativa
          popolare che regolamentasse tale argomento e tale indirizzo.
          Il mio desiderio costante di interloquire che realizzo con il mio blog (myspace),
          e con lo stesso sito della casa editrice mi ha fatto registrare anche una
          esperienza non positiva - imprevedibile - con il Forum “Leggere e scrivere del
          Corriere della Sera “
          Oggetto della discussione: pubblicità e distribuzione di libri.
           Ecco il mio intervento:   Considerazioni di un giovane editore in Italia
-         nessuno ti aiuta,né lo Stato,né i centri di distribuzione controllati dai grandi editori,né gli organizzatori di manifestazioni librarie,né le librerie
     a cui và elemosinata la visibilità, in netto contrasto con l’art.21 della
     costituzione,ma nessuno se ne accorge solo il povero lettore che deve
     scegliere tra fame e cultura.
I distributori prendono sino al 55% del prezzo del libro. Non rischiano niente e solo per dare uno spazio invisibile in uno scaffale buio !
Quello alla luce è lasciato ai grandi editori,ai quali non basta la pubblicità !!!!
Una normativa potrebbe togliere questi privilegi di pochi,e consentire a tutti di leggere a prezzi giusti per la crescita culturale del paese.
 
Basterebbe dare a tutti (grandi e piccoli editori) le stesse possibilità di
far conoscere le loro pubblicazioni.
Poi volendo provocare una reazione – invece nessuno ha avuto modo di obiettare – ho scritto “ basterebbe chiudere le discoteche,e bar, ed aprire le librerie tutta la notte e si salverebbero tante vite umane “ !!
                  
E’ sembrato concordare con il mio pensiero ( una scrittrice “il suo grido di dolore mi sembra molto interessante “,poi ha scritto una email“ sono a.m.f. di leggere e scrivere sono entrata a scuriosare nel tuo sito,complimenti è molto bello “ e mi ha chiesto di intervenire nel suo Blog ove si stava trattando di “ editori a pagamento”
Poiché non sono intervenuto ,sono stato attaccato “per essere scomparso” !!!!, e di aver fatto solo” bla bla “ invece sono sempre“vivo” e convinto delle mie idee.
                Il motivo:   non condividevo l’approccio,in quanto l’argomento in internet è
                inflazionato e non serve affrontarlo in questo modo con parole,ma con
                provvedimenti di valorizzazione degli editori/imprenditori e non tipografi.
 
Ma è un sogno che potrebbe anche trovare una diversa soluzione con la valorizzazione e crescita della struttura funzionale bibliotecaria in Italia secondo criteri diversi dagli attuali.
 
 
 Pubblicare un libro è per ogni autore, ma anche per gli stessi editori,un
grande traguardo,ma è anche e solo il primo passo. Come gestite,voi della Eiffel,
la distribuzione dei libri editi ?                     
 
      Non abbiamo un distributore unico. Ci avvaliamo di varie forme (librerie,
          edicole e catene di centri comm.li ) ; siamo nelle librerie Giunti,Feltrinelli,
       Guida ed autonome per singoli ambiti territoriali.
    Ci avvaliamo anche delle librerie on line,e della vendita diretta on line.
    E’una crescita continua e costante,di pari passo a nuove sperimentazioni
    alla problematica ed all’aumento della visibilità.
 
 
Quali consigli darebbe ad un autore che intendesse proporre un
testo in valutazione alla Sua attenzione ?
 
                  Di non guardare nella scelta il fatto che il catalogo della potenziale
           casa editrice sia pieno di titoli ! non è questa la scelta vincente !
       
     Di avere fiducia nel proprio lavoro creativo,e di trasmetterlo se lo
     stesso coincida con gli indirizzi editoriali della casa, e di avere
     pazienza,e non trasmetterlo a più case editrici contestualmente, ma
     di attendere un congruo periodo (almeno 45 gg) precisando nell’invio
     che in caso di mancato riscontro si trasmetterà ad altre.
     E’ dimostrazione di fiducia e serietà. Senz’altro la casa editrice
     risponderà se avrà carpito le buone potenzialità del testo inedito.
 
        Dedichiamo qualche riga al Suo libro, “ il mio tempo “
 
    E’ una raccolta di liriche in cui la riflessione prevale sulla forma.
          E’ un’analisi della propria vita impietosa,lucida,reale e “rara” per
          come scava nell’io interiore,in cui l’autore mette a nudo se stesso
          senza timori e pudicizia,con un linguaggio piano,confidenziale
          e condivisibile.
          Con uno sguardo sempre positivo al domani,pur guardando al passato,
          col bisogno continuo “ di correre, correre,per cercare sempre
          qualcosa di nuovo e diverso “ fino all’ultimo respiro !
          Amarezza e speranza in un legame senza fine
        
      
 Cos’è per Lei la scrittura ?
   
     Come autore la scrittura in questa stagione è la mia stessa vita. Non
            saprei farne a meno E’ un modo per trasferire su carta una
            osservazione continua, costante e limpida del mondo esterno ed
            interiore, fuori da ogni preconcetto,con le proprie continue emozioni.
            E il blog (myspace) il mio occhio visuale,ove mi è dato conoscere ed
            incontrare una umanità artistica senza limiti.
 
 Come editoreè la continua ricerca di qualcosa che leggendo mi faccia impressionare e mi stupisca !
          CHRYSALIS che ho deciso di pubblicare di recente, facendo in modo
       che uscisse dal cassetto dei sogni della sua autrice esordiente Maria
       Rosaria Ferrara, è un esempio !!!
 Le premesse positive intuite stanno trovando ampioriscontro !
 Certo è una esperienza che mi coinvolge ogni giorno di più e mi allunga
 l’età di pari passo all’aumento delle emozioni e dell’entusiasmo del vivere
 e convivere creativo.
 
 
Progetti in campo ?
 
 Tanti, non li cito perché conviene essere scaramantici,e perché il
  percorso è lungo ,e gli ostacoli sono dietro l’angolo.
  Comunque la prossima pubblicazione “dovrebbe” essere un romanzo
  “noir” di un’altra esordiente.
    Incrociamo le dita!!!
postato da: mMushroom alle ore 09:45 | Link | commenti
categoria:intervista eiffel edizioni
giovedì, 18 giugno 2009
La nave del destino
postato da: mMushroom alle ore 16:34 | Link | commenti
categoria:
sabato, 13 giugno 2009

L'estate è alle porte e sono in rrivo nuovissime e interessanti interviste!
Questo sabato, a parlare è Stefania Portaluppi, giovane autrice che ho conosciuto su Anobii. com e di cui ho letto il romanzo d'esordio: "Il segreto dei Colber".

INTERVISTA

Dunque, iniziamo con le presentazioni: chi è Stefania Portaluppi?
 
Stefania è ancora una studentessa universitaria, che sta facendo la specializzazione in Lingue. Una ragazza normale, semplice, che ha molti progetti nel cassetto. Molti sogni. E uno l’ha già realizzato: pubblicare il suo primo romanzo.

Stefania Portaluppi, classe 1986, autrice de "Il segreto dei Colber", Prospettiva Editrice (2007). Parliamo del tuo romanzo, presentiamolo ai lettori del blog, iniziando dalla sua genesi.
 
“Il Segreto dei Colber” all’inizio non era un romanzo, ma solo un lungo racconto, con altri personaggi e altre storie. E non pensavo nemmeno di pubblicarlo! Poi, col passare del tempo, le idee si sono fatte un po’ più chiare, più concrete. Ho iniziato a pensare ad una ragazza, un’adolescente che in un certo senso avrebbe potuto somigliarmi, una giovane con una vita apparentemente normale, che all’improvviso si ritrova ad affrontare dei grossi problemi, anche con i suoi stessi genitori. Mi è sempre piaciuto il giallo, il mistero. Ho cercato di aggiungervi un po’ di questo. 

Il segreto dei Colber è una storia ad ampio respiro: in sottofondo alla trama principale, vengono affrontate diverse tematiche, come il rapporto fra genitori e figli adolescenti e l'omosessualità.
 
Ritengo che siano tematiche molto importanti. Dato che la protagonista è una ragazza di 17 anni, un’adolescente, ho voluto metterla di fronte alle difficoltà che prima o poi si incontrano nella vita e fra queste c’è anche una tematica difficile come l’omosessualità, difficile perché in questo caso Judy, che forse non aveva mai pensato seriamente ad essa, si trova coinvolta per via della sua migliore amica.

Parliamo ora della tua esperienza editoriale.
 
Ho pubblicato il romanzo con una piccola casa editrice di Civitavecchia, la Prospettiva Editrice. Sono entrata in contatto con loro tramite un amico, che mi ha fornito l’indirizzo a cui mandare il manoscritto. Era il primo serio tentativo che facevo in campo editoriale, non avevo mai cercato di pubblicare ciò che scrivevo. Con loro ho lavorato molto bene. Mi hanno dato la possibilità di correggere le mie bozze, mi hanno lasciato tutto il tempo che mi occorreva per effettuare modifiche o quant’altro. Mi ritengo fortunata, oltre che soddisfatta.

Da scrittrice esordiente in questa nuova era della telematica d'inizio secolo, dove il computer è divenuto quasi alla portata di tutti, cosa pensi di internet come veicolo per farsi conoscere, confrontarsi... ma anche crescere con altri nuovi autori?
 
Internet è una risorsa inesauribile di informazioni. Offre spazi in cui creare siti web personali e blog, che sono indubbiamente utile per un autore esordiente che vuole far conoscere le proprie opere, offre forum in cui è possibile parlare dell’esperienza editoriale, dell’essere scrittori di professione. Esistono siti disposti a pubblicare sul web poesie, racconti di nuovi autori, farli partecipare a dei concorsi per permettere ad altri utenti di conoscerli meglio. Esistono i Social Networks, come Artemondo, Progetto Cicero, Mediterraneoforpeace, che mettono gli autori in contatto fra loro e danno loro una mano in quanto credono nelle loro potenzialità. In un paese come l’Italia, dove i lettori e gli scrittori esordienti sono sempre meno, è importante avere un canale di distribuzione così ampio

Cos'è per Stefania la scrittura, e qual è il suo rapporto con i suoi personaggi?
 
La scrittura è prima di tutto una passione. Una passione, un modo di mettere per iscritte certe emozioni, certe sensazioni che è difficile esprimere a parole. Io sono una persona molto introversa e scrivere mi aiuta molto ad aprirmi, a parlare di me.
I miei personaggi hanno qualcosa che mi appartiene, dal punto di vista fisico così come dal punto di vista caratteriale, ma hanno, o cercano di avere, qualcosa di diverso, qualcosa in più. Qualcosa che appartiene ad altre persone che conosco o che ho conosciuto e che mi sono rimaste particolarmente impresse. E una volta nato il personaggio, tendo a legarmi molto ad esso. A pensarlo come una persona vivente, reale.

Solitamente, quanto tempo dedichi alla scrittura? E come sorge in te l'ispirazione per qualcosa di nuovo, da mettere su carta (che sia carta vera, o elettronica)?
 
Dedico alla scrittura la maggior parte del mio tempo libero. Ma scrivo sempre. Anche quando so di non avere tempo per scrivere, anche quando so di avere troppe cose da fare per pensare alla scrittura. Scrivo perché ne sento il bisogno.
L’ispirazione sorge spontanea. Spesso, nasce dalle mie numerose letture, ma anche in maniera molto più semplice. A volte mi basta guardare fuori dalla finestra della mia camera, ascoltare i miei cd preferiti o camminare per strada.


Progetti in campo?
 
Ho molti progetti per la testa. Sto scrivendo un nuovo romanzo, si tratta di un noir, molto diverso dal mio primo libro, ma sono solo all’inizio, quindi non posso dire di più. Inoltre, scrivendo anche poesie e racconti, mi piacerebbe, in futuro, poter pubblicare qualche raccolta che li contenga.
 
postato da: mMushroom alle ore 10:54 | Link | commenti
categoria:intervista a stefania portaluppi
Immagine di L'uomo che dipingeva con i coltelli Immagine di La nave del destino - Asia