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venerdì, 20 novembre 2009

Una nuova intervista in occasione del weekend 
Parla con noi Daniela Arrighi Banfi, scrittrice con due romanzi all'attivo!
 

1-Dunque, cominciamo con le presentazioni: chi è Daniela Arrighi Banfi in cinque parole.

Sensibile,altruista,testarda, permalosa,umilmente ambiziosa. 

2- Daniela Arrighi Banfi, scrittrice con all'attivo due romanzi: Il silenzio dei baci, edito da Sovera nel 2006, e di Tu non guardarmi, per i tipi di Edilet, nel 2008. Vorrei chiederti di parlarci della tua esperienza editoriale e della tua opinione nei confronti dell'editoria Italiana e del suo rapporto con gli scrittori emergenti.

Con un poco di presunzione io non mi ritengo più emergente, di fatti, a breve, qualcosa di mio nascerà e così saranno tre i romanzi pubblicati, ma di questo ne parleremo al punto 9.
Ovviamente emergente lo sono stata e non è facile! E' difficile soprattutto se non hai supporti, punti d'appoggio.
Inoltre, se non ti senti seguita  comprendi che un autore lasciato solo può diventare solamente un: "emergente che non emerge."
Dettaglio non trascurabile è la difficoltà di farsi accogliere dalle librerie che guardano un poco diffidentemente gli emergenti e le piccole case editrici.

3 - Parliamo un po' ora del tuo primo romanzo.

Dunque argomentiamo del mio primo amore editoriale? Va bene,volentieri!
"Il silenzio dei baci" è un'opera che adoro, che mi vibra in petto.
Quel romanzo vive nel mio cuore e come già detto in altre interviste: "Nina è la mia anima."
A mio parere e ripeto(mio parere) è un romanzo appassionante che si nutre di fede e di speranza anche quando la speranza è spenta. Un dolcissimo dialogo tra cielo e terra. Un inno eseguito per quell'amore tanto grande capace di sconfiggere le barriere che portano oltre la vita.
 


4 - Tu non guardarmi. Un titolo d'impatto per il tuo ultimo romanzo. Com'è nato?
 
Solitamente, stranamente scrivo il titolo e poi ci ricamo sopra la storia. Non è stato così per: "Tu non guardarmi." In questo caso  sino all'ultimo nulla era certo.Questo titolo è stato valutato secondo la trama. 
 


5 - Hai ricevuto onorevoli riconoscimenti, tra cui l'augurio di Alda Merini, e hai partecipato al concorso Grinzane Cavour.

Sì, Alda Merini è stata generosa con me nell'augurio ed io ancor più la stimavo e rispettavo per quel suo importante incentivo.
Lei era geniale! A mio parere era la più grande poetessa italiana del momento.
Onestamente al concorso "Grinzane Cavour" mi sono ritrovata. Una
proposta comunicatami con una lettera scritta dalla Sovera Edizioni.
Non ho vinto!

6- Quali consigli daresti ad un autore che vorrebbe proporre il proprio testo a un editore?

Gli direi di informarsi bene su chi gli offre l'opportunità di pubblicare. Gli consiglierei di leggere bene il contratto e gli direi: in bocca al lupo! 

7 - Si sente spesso dire che in Italia si legga poco, ma che di contro di scriva tanto. Non ti pare un paradosso?

E' la verità! Inutile nasconderci dietro un dito. Sono realmente tanti gli scrittori famosi e non, talentuosi e non che si dan da fare con la scrittura da mostrare in vetrina. Se andiamo a proporzioni è innegabile notare che chi legge è una minuta parte di persone. Peccato!
I giovani d'oggi par che non san comprendere che un libro è un compagno prezioso, maestro di emozioni, sempre pronto a farti sognare, riflettere o sorridere.

8 - Qual è il tuo rapporto con la scrittura e con i personaggi dei tuoi romanzi?

Ogni volta che inizio un libro è come se mi parlassi addosso.Pur essendo sempre io nel vero senso del mio essere nessun mio romanzo è uguale all'altro sia nella trama sia nella scrittura.
Inizialmente, da neofita, ero "forse" più spontanea nelle frasi ora, pur
rimanendo sempre veritiera e sfacciatamente sincera nel dare in pasto il mio spirito al lettore, curo attentamente le parole, le soppeso, ne gusto il senso. Ovviamente ancor oggi mi concedo le "licenze danielesche", mi spiego: amo i miei protagonisti e li faccio esistere e conversare come se fossero realmente sangue che pulsa dentro una nera parola stampata sopra ad un bianco foglio.

9 - Progetti in campo e / o nuovi romanzi in arrivo?

Sì! Per Natale dovrebbe uscire il mio terzo libro: "L'anima dei girasoli" Seneca Edizioni.
Quest'ultimo romanzo è pregno di tanti risvolti ed è molto coinvolgente.. Colmo di attimi lunghi un' eternità, forte di pathos, di momenti d'amore intenso,meravigliosamente folle. Narra di origini stravolte, svela segreti.
E' ambientato in Toscana, il titolo è la ciligina sulla torta.
Quest'opera mi porta a viaggiare parecchio. Sarà presentata in ogni location citata nella storia e dunque bisogna cercare i borghi e poi cercare il locale dove presentare. Io e il mio libro viaggeremo molto, ci mostreremo a chi ci vorrà guardare. Presenterò il romanzo anche in Svizzera...
Oddio Marco, dimmi in bocca al lupo...e, che CREPI!
 

postato da: mMushroom alle ore 12:56 | Link | commenti
categoria:intervista a daniela arrighi ban
sabato, 07 novembre 2009

Io intervisto scrittori, editori e artisti. Quest'ultima parola, forse, è la più vaga, ma io preferirei dire poliedrica, straordinaria, speciale. L'intervista di oggi è rivolta ad un giovanissimo regista. Sì, un regista. Lorenzo Sepalone, giovanissimo ma con un grande talento da vendere, due cortometraggi all'attivo e prestigiosi riconoscimenti nel proprio bagaglio artistico.


 

1-Iniziamo con le presentazioni: chi è Lorenzo Sepalone?

Questa è una domanda a cui è molto arduo rispondere in modo sintetico. Però ci provo. Sono un giovane regista, sceneggiatore ed attore di quasi vent’anni che da diverso tempo cerca di emozionarsi ed emozionare raccontando storie e descrivendo umori, amori, situazioni e sensazioni.

Ho iniziato la mia carriera artistica a 14 anni facendo cabaret, poi a 16 anni ho scritto, diretto ed interpretato il mio primo cortometraggio autoprodotto ricevendo un premio nazionale e da quel momento non mi sono più fermato.

Vorrei andare avanti con la mia descrizione ma sarei, come al solito, troppo loquace quindi credo sia meglio passare alla prossima domanda.

 

2-Com'è nata la tua passione per il Cinema?

La mia passione per l’arte, in particolare per il cinema, nasce da bambino. Ho iniziato subito ad amare i film della commedia italiana in quanto possiedono una straordinaria capacità di far ridere e far riflettere allo stesso tempo. Poi, durante i primi anni di liceo, mi sono innamorato del cinema d’autore di grandi maestri come Fellini, Truffaut, Wenders ecc.

 

3-Cos'è, per te, il Cinema?

Il cinema è, per me, il modo migliore per descrivere e raccontare le emozioni. Il grande schermo riesce a contenere tutte le arti. In ogni film troviamo il teatro, la musica, la letteratura, la pittura, la danza. Io amo il cinema perché amo l’arte.

 

4-Lorenzo Sepalone, giovane cineasta e fondatore del Movimento Arteluna. Parliamone.

Ho fondato l’associazione culturale “ Movimento ArteLuna” con lo scopo di promuovere la diffusione della cultura cinematografica, teatrale e delle altre arti
Il Movimento ArteLuna ha l’obiettivo di valorizzare, in particolare, gli artisti indipendenti, alternativi, liberi da alcuni canoni imposti dal sistema artistico commerciale.

 

5-Così giovane, hai ottenuto numerosi riconoscimenti con il tuo corto "Allegro ma non troppo". Com'è nato questo film?

In realtà ho ricevuto il mio primo premio cinematografico a 16 anni con un corto autoprodotto. Poi, subito dopo aver conseguito il diploma di maturità scientifica, ho diretto, scritto ed interpretato “Allegro ma non troppo”. Con questa pellicola ho partecipato a diversi festival ed ho vinto un premio a Milano. Il corto tratta in modo tragicomico il tema dell’abbandono e descrive soprattutto la condizione interiore di un ragazzo che soffre per essere stato lasciato dalla fidanzata. Decisi di scrivere questo film perché sono sempre stato affascinato dalle ossessioni dell'interiorità umana ed ho realizzato "Allegro ma non troppo" trattando un tema tragico con molta ironia evitando ogni forma di buonismo.

 

6-Solitamente, dove prendi le idee per i tuoi progetti, e come organizzi la produzione dei tuoi film?

Come ho già detto, le idee derivano quasi sempre da situazioni che ho vissuto direttamente ed indirettamente. Per quanto riguarda la produzione, essendo un regista indipendente riesco a gestire la lavorazione nella massima libertà. Dopo aver scritto il soggetto e la sceneggiatura, provino e seleziono gli attori, riunisco il cast tecnico, scelgo le location e poi cerco di lavorare assiduamente con i membri del cast, appunto. La fase di pre-produzione per me è importantissima infatti attendo molto tempo prima di realizzare un nuovo progetto. Poi, ovviamente, ci sono le riprese e la post-produzione ovvero montaggio, distribuzione ecc.

 

 

7-Il tuo essere così giovane ti ha mai messo di fronte a difficoltà e/o pregiudizi?

Sicuramente essere così giovane mi ha portato ad avere tanti consensi. È davvero soddisfacente per un ventenne essere apprezzato da artisti affermati e ricevere richieste di collaborazione da parte di attori e tecnici professionisti, ed è bello, come in questo caso, essere intervistato e poter raccontare la propria esperienza. D'altra parte, però, c'è sempre qualcuno che pensa tu possa essere valutato positivamente soltanto per l’età. Ma il problema più rilevante è che i produttori che investono nei giovani sono davvero pochi.

Inoltre a Foggia, nella mia città, non ci sono case di produzione quindi fare cinema prima dei vent’anni, e in una realtà che non è sede dell’industria cinematografica, è davvero una follia. Però è una follia che faccio con amore già da qualche anno.

 

8-Cosa ne pensi dell'attuale panorama cinematografico Italiano?

In Italia non mancano né le idee nè i talenti. Manca il coraggio. Molti produttori non hanno il coraggio di rischiare, preferiscono finanziare film di bassa qualità artistica che portano enormi incassi anziché produrre opere nuove, d’autore, originali, purtroppo seguite soltanto da una cerchia ristretta di pubblico. Nel nostro paese ci sono ottimi cineasti ma soltanto una minoranza di questi riesce a lavorare con produttori intelligenti senza compromessi e limiti.

 

9-Un regista del passato stimi?

Sono troppi i registi del passato che ammiro: Fellini, Truffaut, Risi, Kubrick, Antonioni e tanti tanti altri.

 

10-Uno del presente?

Tra i registi che continuano a fare cinema ammiro molto Wenders, Almodovar, Tarantino, Tornatore, Salvatores e tanti altri.

 

11-Antonioni o Fellini?

Antonioni e Fellini sono due dei miei registi preferiti quindi è davvero difficile risponderti. Però Fellini resta l’artista che mi ha fatto innamorare follemente del cinema.

 

12- A cosa stai lavorando, ultimamente?

Sto preparando il mio nuovo cortometraggio intitolato “L’altra parte”. La pellicola racconterà la storia di un giovane scrittore che cerca di pubblicare il suo romanzo in un sistema artistico basato soltanto sul commercio. È un lavoro molto importante in quanto tratterà temi come l’anticonformismo e la libertà dell’arte.

Sto coinvolgendo artisti davvero validi da diverse parti d’Italia. Speriamo bene!

Poi ho altri progetti, e non solo cinematografici, ma credo sia prematuro parlarne ora.

 

 

Domanda Flipper: se il mondo fosse d'un sol colore, questo colore quale vorresti che sia?

Il mondo di un solo colore sarebbe monotono e poco originale. Ogni essere umano cerca di scegliere i propri colori anche se la vita presenta sfumature inaspettate. I colori del mondo dovrebbero coesistere pacificamente.
 


 

postato da: mMushroom alle ore 11:20 | Link | commenti (1)
categoria:
domenica, 01 novembre 2009
LocandinaMaris, Kendeas e NinaAsia
postato da: mMushroom alle ore 22:14 | Link | commenti (1)
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