Poniamo fine a questa settimana con una nuova intervista. A rispondere è Francesco Giubilei, ideatore e gestore della rivista Historica e giovanissimo e promettente scrittore.
Iniziamo le con le presentazioni: chi è Francesco Giubilei?
Sono un ragazzo di quindici anni di Cesena con alcune passioni:
il calcio, la storia, la lettura e la scrittura.
Frequento il Liceo scientifico nella mia città.
Ho pubblicato un libro “Giovinezza” con la società editrice “Il ponte vecchio” e dirigo l’e-magazine Historica da me fondato.
Com’è nata in te l’idea di fondare la rivista Historica?
Fin da quando frequentavo la scuola media sognavo di fondare un giornale.
Iniziai con un giornalino in prima media che si chiamava “Il campagnolo”, ma in cuor mio avevo già altri progetti.
Mi avvicinai al mondo di internet l’anno scorso con l’idea di realizzare una rivista.
Inizialmente ho aperto un blog che ho chiuso dopo alcuni mesi.
Quell’esperienza è stata però per me fondamentale.
Ho avuto modo di conoscere alcune persone che mi hanno aiutato e appoggiato (e continuano a farlo) alla creazione di Historica .
Il primo numero è uscito a febbraio e ora abbiamo all’attivo quattro numeri più uno che uscirà a giorni.
Inoltre sarà attivo a breve il sito internet della rivista.
Per ora potete trovare tutte le informazioni sul blog Caffè Storico Letterario .
Infine, in esclusiva per i lettori del blog di Marco Mazzanti (che ringrazio) annuncio che stiamo preparando il bando di un concorso per festeggiare il primo anno di Historica I racconti più belli saranno pubblicati in un’antologia che verrà pubblicata a febbraio da un editore.
Maggiori informazioni nei prossimi giorni.
Sei molto giovane ed hai di recente pubblicato un romanzo: GIOVINEZZA – partitura per mandolino e canto. Ce ne parleresti?
Non so se sia giusto definirlo un romanzo.
Giovinezza è più che altro una « intervista sui generis » .
L’ho scritto quando avevo tredici anni, nell’estate del 2005.
Il libro è la raccolta di alcune domande che ho fatto a mio nonno sulla sua giovinezza vissuta durante il fascismo (da qui il titolo che richiama anche la canzone fascista).
E’ un libro semplice senza tante pretese ma a cui tengo molto.
Chi volesse acquistarlo può farlo su Ibs .
Fra l’altro venerdì 12 ottobre a Cesena alla Libreria Minerva in Piazza del Popolo alle ore 20.45 il poeta Stefano Simoncelli presenterà il mio libro.
Non si può dire che tu esenta di intraprendenza, hai inoltre fondato una piccola editrice, Historica Editrice. In che modo guidate questa attività, che tipologia di testi preferite valutare e come deve orientarsi un autore che intende sottoporre un manoscritto all’attenzione della tua neonata casa editrice?
Historica Editrice è una realtà editoriale nuova, l’unica di questo genere in Italia.
Probabilmente conoscerete Lulu (http://lulu.com).
Lulu è, per chi non lo sapesse, una tipografia virtuale che permette di stampare libri secondo il principio del “printing on demand” ovvero stampi se e quando vuoi.
Historica Editrice pubblica attraverso Lulu e i libri in catalogo possono essere acquistati solo online all’indirizzo http://stores.lulu.com/magazinehistorica .
Attualmente abbiamo pubblicato un solo libro, “Colei che brevemente fu e che mai in vita conobbi” del siciliano Claudio Cisco.
Un romanzo breve che è possibile acquistare al costo di 6,90 € .
Entro la fine dell’anno usciranno altri due libri: un giallo di Sabrina Campolongo e un romanzo di Laura Costantini e Loredana Falcone.
Chi volesse pubblicare con noi e chi vuole ricevere ulteriori informazioni può scrivere a infohistorica@libero.it
Parlaci della tua esperienza editoriale.
La mia unica esperienza editoriale è stata con la casa editrice “Il ponte vecchio” con cui ho pubblicato Giovinezza.
E’ un editore della mia città, Cesena.
I libri sono in vendita solo in Romagna e in alcune librerie bolognesi.
Ho dovuto comprare alcune copie del libro che ho regalato ad amici e diffuso con altri canali.
Purtroppo il mio editore non si è impegnato molto per diffondere il mio libro, ho dovuto fare tutto io e questo è un punto a suo sfavore.
Gli emergenti vengono spesso ignorati dal pubblico ed oscurati dagli scrittori di grande successo nazionale ed internazionale. Secondo te, al di là della promozione attuata dalle piccole editrici – il raggio d’azione delle quali, ahinoi, è molto limitato – come dovrebbe muoversi un esordiente per far conoscere il proprio nome e i propri libri?
I lettori non arrivano dal cielo, bisogna impegnarsi per promuovere un libro.
Al di là dell’editore è l’autore che deve “lavorare” per diffondere la propria opera.
Quando il libro è pubblicato si è solo all’inizio del cammino.
Innanzitutto bisogna inviare una copia del libro ai giornali della propria città
sperando che scrivano una recensione.
Poi fare lo stesso con le riviste letterarie.
In seguito bisogna organizzare presentazioni e letture pubbliche.
E poi c’è internet e qui le vie di promozione sono molte.
Si può aprire un blog, scrivere ai siti letterari, conoscere altri autori esordienti.
Insomma anche senza raccomandazioni e conoscenze promuovere un libro è possibile.
Si sente dire spesso che oggi “tutti” scrivano. Pensi che fra gli autori esordienti ci dovrebbe essere più un rapporto di amichevole competizione, od un dialogo atto ad reciproco aiuto? In che modo vivi tu questa realtà?
Il problema non è che tanto che tutti scrivano quanto che tutti pubblichino.
Ormai chiunque può pubblicare un libro.
Viviamo in una società dove ormai sentirsi dire di no viene preso come un’offesa.
Spesso alcuni autori esordienti non sanno mettersi in gioco, non accettano critiche, rifiuti e questo è sbagliato.
Per quel che riguarda il mio rapporto con gli autori esordienti è ottimo.
Spesso ricevo e-mails di giovani autori che chiedono spazio su Historica e io sono apertissimo a nuove collaborazioni soprattutto se vengono da scrittori esordienti.
Gli autori esordienti sono (a mio giudizio) troppo disuniti.
C’è un’editrice a pagamento che si comporta male con gli autori?
Diffondiamo la voce, boicottiamola non inviamogli più testi da valutare.
Solo così l’editoria potrà liberarsi di queste spiacevoli realtà.
Cosa pensi di fare dopo la scuola? Ci sono altre passioni in te oltre al mondo della lettura e della scrittura?
Frequento la terza liceo scientifico e mi mancano ancora tre anni per terminare questo ciclo scolastico.
Poi voglio laurearmi.
Ho ancora qualche dubbio sulla facoltà da scegliere.
Dopo anche l’università vorrei diventare giornalista.
Ho tanti progetti in mente e molto tempo per realizzarli, devo proseguire a studiare, a leggere e ad imparare con umiltà.
Passioni?
Come ho già detto mi piace il calcio e gioco in una squadra di Cesena ma non è mia intenzione diventare calciatore.
La storia è un'altra mia grande passione che coltivo con la lettura di romanzi storici e saggi.

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