Io intervisto scrittori, editori e artisti. Quest'ultima parola, forse, è la più vaga, ma io preferirei dire poliedrica, straordinaria, speciale. L'intervista di oggi è rivolta ad un giovanissimo regista. Sì, un regista. Lorenzo Sepalone, giovanissimo ma con un grande talento da vendere, due cortometraggi all'attivo e prestigiosi riconoscimenti nel proprio bagaglio artistico.
1-Iniziamo con le presentazioni: chi è Lorenzo Sepalone?
Questa è una domanda a cui è molto arduo rispondere in modo sintetico. Però ci provo. Sono un giovane regista, sceneggiatore ed attore di quasi vent’anni che da diverso tempo cerca di emozionarsi ed emozionare raccontando storie e descrivendo umori, amori, situazioni e sensazioni.
Ho iniziato la mia carriera artistica a 14 anni facendo cabaret, poi a 16 anni ho scritto, diretto ed interpretato il mio primo cortometraggio autoprodotto ricevendo un premio nazionale e da quel momento non mi sono più fermato.
Vorrei andare avanti con la mia descrizione ma sarei, come al solito, troppo loquace quindi credo sia meglio passare alla prossima domanda.
2-Com'è nata la tua passione per il Cinema?
La mia passione per l’arte, in particolare per il cinema, nasce da bambino. Ho iniziato subito ad amare i film della commedia italiana in quanto possiedono una straordinaria capacità di far ridere e far riflettere allo stesso tempo. Poi, durante i primi anni di liceo, mi sono innamorato del cinema d’autore di grandi maestri come Fellini, Truffaut, Wenders ecc.
3-Cos'è, per te, il Cinema?
Il cinema è, per me, il modo migliore per descrivere e raccontare le emozioni. Il grande schermo riesce a contenere tutte le arti. In ogni film troviamo il teatro, la musica, la letteratura, la pittura, la danza. Io amo il cinema perché amo l’arte.
4-Lorenzo Sepalone, giovane cineasta e fondatore del Movimento Arteluna. Parliamone.
Ho fondato l’associazione culturale “ Movimento ArteLuna” con lo scopo di promuovere la diffusione della cultura cinematografica, teatrale e delle altre arti
Il Movimento ArteLuna ha l’obiettivo di valorizzare, in particolare, gli artisti indipendenti, alternativi, liberi da alcuni canoni imposti dal sistema artistico commerciale.
5-Così giovane, hai ottenuto numerosi riconoscimenti con il tuo corto "Allegro ma non troppo". Com'è nato questo film?
In realtà ho ricevuto il mio primo premio cinematografico a 16 anni con un corto autoprodotto. Poi, subito dopo aver conseguito il diploma di maturità scientifica, ho diretto, scritto ed interpretato “Allegro ma non troppo”. Con questa pellicola ho partecipato a diversi festival ed ho vinto un premio a Milano. Il corto tratta in modo tragicomico il tema dell’abbandono e descrive soprattutto la condizione interiore di un ragazzo che soffre per essere stato lasciato dalla fidanzata. Decisi di scrivere questo film perché sono sempre stato affascinato dalle ossessioni dell'interiorità umana ed ho realizzato "Allegro ma non troppo" trattando un tema tragico con molta ironia evitando ogni forma di buonismo.
6-Solitamente, dove prendi le idee per i tuoi progetti, e come organizzi la produzione dei tuoi film?
Come ho già detto, le idee derivano quasi sempre da situazioni che ho vissuto direttamente ed indirettamente. Per quanto riguarda la produzione, essendo un regista indipendente riesco a gestire la lavorazione nella massima libertà. Dopo aver scritto il soggetto e la sceneggiatura, provino e seleziono gli attori, riunisco il cast tecnico, scelgo le location e poi cerco di lavorare assiduamente con i membri del cast, appunto. La fase di pre-produzione per me è importantissima infatti attendo molto tempo prima di realizzare un nuovo progetto. Poi, ovviamente, ci sono le riprese e la post-produzione ovvero montaggio, distribuzione ecc.
7-Il tuo essere così giovane ti ha mai messo di fronte a difficoltà e/o pregiudizi?
Sicuramente essere così giovane mi ha portato ad avere tanti consensi. È davvero soddisfacente per un ventenne essere apprezzato da artisti affermati e ricevere richieste di collaborazione da parte di attori e tecnici professionisti, ed è bello, come in questo caso, essere intervistato e poter raccontare la propria esperienza. D'altra parte, però, c'è sempre qualcuno che pensa tu possa essere valutato positivamente soltanto per l’età. Ma il problema più rilevante è che i produttori che investono nei giovani sono davvero pochi.
Inoltre a Foggia, nella mia città, non ci sono case di produzione quindi fare cinema prima dei vent’anni, e in una realtà che non è sede dell’industria cinematografica, è davvero una follia. Però è una follia che faccio con amore già da qualche anno.
8-Cosa ne pensi dell'attuale panorama cinematografico Italiano?
In Italia non mancano né le idee nè i talenti. Manca il coraggio. Molti produttori non hanno il coraggio di rischiare, preferiscono finanziare film di bassa qualità artistica che portano enormi incassi anziché produrre opere nuove, d’autore, originali, purtroppo seguite soltanto da una cerchia ristretta di pubblico. Nel nostro paese ci sono ottimi cineasti ma soltanto una minoranza di questi riesce a lavorare con produttori intelligenti senza compromessi e limiti.
9-Un regista del passato stimi?
Sono troppi i registi del passato che ammiro: Fellini, Truffaut, Risi, Kubrick, Antonioni e tanti tanti altri.
10-Uno del presente?
Tra i registi che continuano a fare cinema ammiro molto Wenders, Almodovar, Tarantino, Tornatore, Salvatores e tanti altri.
11-Antonioni o Fellini?
Antonioni e Fellini sono due dei miei registi preferiti quindi è davvero difficile risponderti. Però Fellini resta l’artista che mi ha fatto innamorare follemente del cinema.
12- A cosa stai lavorando, ultimamente?
Sto preparando il mio nuovo cortometraggio intitolato “L’altra parte”. La pellicola racconterà la storia di un giovane scrittore che cerca di pubblicare il suo romanzo in un sistema artistico basato soltanto sul commercio. È un lavoro molto importante in quanto tratterà temi come l’anticonformismo e la libertà dell’arte.
Sto coinvolgendo artisti davvero validi da diverse parti d’Italia. Speriamo bene!
Poi ho altri progetti, e non solo cinematografici, ma credo sia prematuro parlarne ora.
Domanda Flipper: se il mondo fosse d'un sol colore, questo colore quale vorresti che sia?
Il mondo di un solo colore sarebbe monotono e poco originale. Ogni essere umano cerca di scegliere i propri colori anche se la vita presenta sfumature inaspettate. I colori del mondo dovrebbero coesistere pacificamente.







