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sabato, 15 novembre 2008

Quest weekend arriva una nuova intervista. Parlerà con noi Filadelfo Giuliano, autore Azimut che ha esordito con un coinvolgente romanzo ambientato in una Praga post comunista.

Dunque, prima di tutto le presentazioni: Filadelfo Giuliano in quindici parole.
- Insegnante di lettere con la passione dello scrivere e del viaggiare.

"Ritorno in Sicilia". La storia di Angelo, giovane traduttore dal ceco all'italiano alle prese con un improbabile manoscritto di Kafka in ceco, ma anche un percorso a ritroso nel tempo, dagli amici di una volta, agli amori svaniti; Alena il passato, Pavlina il presente elusivo e senza certezze di oggi.
Parliamone un po'.

- Certo, non posso negare che nel romanzo ci sia un fondo autobiografico, anche se poi i personaggi, anche quello più vicino all'autore, hanno una loro autonomia.
Volevo mettere a fuoco la Praga post comunista, la città dove si sono infranti tanti sogni e tante speranze. Nello stesso tempo volevo fare un omaggio alla grande Praga letteraria che nel mio testotrova un suo posto con Kafka.
Poi anche la Sicilia e il passato, gli amori di ieri e di oggi.
 
Angelo e Filadelfo Giuliano, entrambi traduttori, scrittori... un caso?

-Non, non è un caso. In questo romanzo volevo che il protagonista fosse un traduttore che, però, si cala nella realtà storica e culturale del paese di cui conosce la lingua.

 
Qual è il tuo rapporto con la scrittura? Pensi inoltre che la professione di traduttore abbia costituito una buona risorsa per la tua creatività?

- Parto dalla seconda domanda. Senza dubbio tradurre ha influenzato la mia scrittura. Il rigore e la ricerca stilistica le devo alla professione di traduttore.
La scrittura creativa permettee di scavare dentro se stessi e di capire anche il mondo che ci circonda.

 
Scrivere sì, ma anche leggere, e molto anche! Parliamo adesso della tua dedizione e passione verso la letteratura ceca.

- Questa passione nasce grazie ad Angelo Maria Ripellino, il nostro più grande e famoso boemista. L'incontro con i suoi libri ha fatto sacttare in me la molla per addentrarmi nella letteraura ceca e conoscere autori del calibro di Hrabal, Holan e Seifert.
A questo punto Praga e la sua cultura sono diventate una parte importanti della mia vita.
 
Come sei entrato a far parte del mondo Azimut?

- Per caso. A farmi conoscere il mondo Azimut è stata Laura Angeloni che ha tradotto per questa casa editrice due romanzi dello scrittore praghese Jachym Topol.


Da autore esordiente, qual è il tuo riscontro riguardo il panorama della piccola editoria in Italia?

- La piccole case editrici fanno salti mortali per sopravvivere. Ci sono quelle che lo fanno campando alla giornata, altre, tra queste c'è Azimut, che puntano sulla qualità e fanno sentire lo scrittore membro di un team che ha idee e proposte.
 
Progetti futuri?

Ho quasi pronto un secondo romanzo che potrebbe essere visto come il seguito di "Ritorno in Sicilia" e un progetto che in futuro farò con Laura Angeloni per Azimut: un'antologia di racconti cechi acomunati dal titolo "Praga per le strade".

postato da: mMushroom alle ore 12:00 | Link | commenti (1)
categoria:intervista a filadelfo giuliano
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