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sabato, 03 novembre 2007

Oggi è sabato, e cosa c'è di meglio di una bella intervista per porre fine a questa settimana? Flavia Ganzenua vive a Roma ed è autrice ArpaNet, casa editrice presso la quale ha pubblicatò il racconto "A metà".

Dunque, iniziamo con le presentazioni: chi è Flavia Ganzenua?

Vivo a Roma, dove lavoro come sceneggiatrice.  In genere, scrivo cose molto brevi. Credo dipenda dal fatto che sono interessata più ai dettagli, che alla storia, alla trama. Mi piace dilatarli fino all’inverosimile, esasperarli. Dettagli fisici, soprattutto, ne sono quasi ossessionata.

 

Quando hai iniziato a scrivere e perché?

Scrivo da sempre, da quando mi ricordo. Scrivo perché altrimenti penso che parlerei da sola per tutto il tempo. E per il motivo più banale del mondo: essere letta.


Parlaci un po’ della tua esperienza con la casa editrice ArpaNet e del tuo racconto, “A metà”.

“A metà” è stato l’inizio di tutto. Ho capito cosa volevo scrivere e come lo volevo scrivere. Ho trovato il mio stile, per usare una parola che fa un po’ impressione. La mia esperienza con la casa editrice Arpanet? Se sfogliate l’antologia Concept Gusto, vedrete che prima di ogni racconto è riportato un estratto del racconto stesso. Sono giusto poche righe: un antipasto. Nel mio caso, quelle poche righe erano proprio il cuore di “A metà”, ciò da cui ero partita, che volevo dire. Credo non ci sia bisogno di aggiungere altro.

 

I personaggi sono parte dello scrittore e delle sue esperienze di vita; sei d’accordo con questo luogo comune?

Assolutamente d’accordo. Difficile è farlo senza autocompiacimento.

 

C’è un libro a cui sei particolarmente affezionata e che rileggeresti all’infinito?

Rileggerei all’infinito gli scritti di Tadeusz Kantor, o “Impronte” e “Faith”, di Amanda Davis, o il racconto “Per grazia ricevuta” di Valeria Parrella. C’è un frammento proprio di “Per grazia ricevuta”, che so praticamente a memoria.

 

C’è un inoltre un romanzo che vorresti riscrivere tu, una sorta di vero e proprio remake letterario, con tuoi spunti personali e personaggi modificati?

In genere non amo i remakes. Se penso a un libro che avrei voluto scrivere io, penso a “L’amante” di Yehoshua.

 

Progetti futuri?
Più che un progetto, un desiderio… vivere solo dei miei racconti. Sto scrivendo una raccolta, vedremo…

 

Ultima domanda: se il mondo fosse di un colore, questo colore quale vorresti che sia?

Color oro. Abbagliante.

postato da: mMushroom alle ore 10:54 | Link | commenti (1)
categoria:intervista a flavia ganzenua
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