Atterra, per questo fine settimana, una nuova intervista! A rispondere è Francesco Dell'Olio, autore Historica e scrittore con tre libri all'attivo. Conosciamolo da vicino!

Domanda d'iniziazione al sacro rito dell'intervista targata Mushroom: chi è Francesco Dell'Olio?
Tra le altre cose, uno che scrive storie sui giovani, perché sono le storie che ha vissuto e che vive.
Francesco, è appena uscito il tuo romanzo breve "Vivere Adagio", per i tipi di Historica, collana ShortCuts.
Presentiamolo ai lettori ed iniziamo dalla copertina.
La copertina, secondo me molto bella e impattante, è di Giulio Bonatti. L’abbiamo scelta tra le tante proposte mandateci da una lunga serie di disegnatori e fumettisti underground. Abbiamo scelto l’immagine di Bonatti perché, in qualche modo, riflette il contenuto del libro, essendo un disegno scanzonato, divertente, che trasmette una sensazione di ritmo e movimento. All’interno del libro, poi, ci sono altri disegni, che ripercorrono graficamente la storia scritta. Disegni molto belli, che abbiamo selezionato tra i numerosi arrivati.
Presentiamolo ai lettori ed iniziamo dalla copertina.
La copertina, secondo me molto bella e impattante, è di Giulio Bonatti. L’abbiamo scelta tra le tante proposte mandateci da una lunga serie di disegnatori e fumettisti underground. Abbiamo scelto l’immagine di Bonatti perché, in qualche modo, riflette il contenuto del libro, essendo un disegno scanzonato, divertente, che trasmette una sensazione di ritmo e movimento. All’interno del libro, poi, ci sono altri disegni, che ripercorrono graficamente la storia scritta. Disegni molto belli, che abbiamo selezionato tra i numerosi arrivati.
Cosa ti ha spinto a scrivere questo romanzo e quali sono i temi in esso affrontati?
La risposta esatta alla prima domanda dovrebbe essere Boh. Che cosa spinge a scrivere, disegnare, a fare fotografie? Boh. La stessa cosa che ci spinge a tifare per la squadra del cuore o a fare altre cose che ci piacciono o ci gratificano o ci realizzano. C’è chi dice che scrive perché non potrebbe farne a meno, perché spinto da un’esigenza interna e altre robe così. Io potrei farne a meno, ma in realtà scrivo perché scrivere è un’attività che mi piace, seppure sia molto faticosa. Vivere adagio è un romanzo breve che affronta principalmente, da un punto di vista allegro, vivace e giovanile, i temi dell’apparenza e delle sorprese che ci può riservare la vita in ogni istante. E’ un romanzo pubblicato nella collana Short Cut, dedicata ai giovani e a chi va veloce ma non può fare a meno di leggere, e ha un prezzo molto contenuto, costa infatti solo 4 euro e 50.
La risposta esatta alla prima domanda dovrebbe essere Boh. Che cosa spinge a scrivere, disegnare, a fare fotografie? Boh. La stessa cosa che ci spinge a tifare per la squadra del cuore o a fare altre cose che ci piacciono o ci gratificano o ci realizzano. C’è chi dice che scrive perché non potrebbe farne a meno, perché spinto da un’esigenza interna e altre robe così. Io potrei farne a meno, ma in realtà scrivo perché scrivere è un’attività che mi piace, seppure sia molto faticosa. Vivere adagio è un romanzo breve che affronta principalmente, da un punto di vista allegro, vivace e giovanile, i temi dell’apparenza e delle sorprese che ci può riservare la vita in ogni istante. E’ un romanzo pubblicato nella collana Short Cut, dedicata ai giovani e a chi va veloce ma non può fare a meno di leggere, e ha un prezzo molto contenuto, costa infatti solo 4 euro e 50.
Come sei entrato in contatto con Historica? Parliamo della tua esperienza editoriale con Francesco Giubilei.
Ho conosciuto Giubilei, direttore di Historica, quasi per caso. Mi ha contattato via mail dopo aver letto un mio racconto pubblicato su una rivista on line e mi ha proposto di scrivere qualcosa per Historica. Da lì abbiamo avuto contatti sempre più assidui fino alla pubblicazione di Vivere adagio. Sono molto contento di aver conosciuto Giubilei perché questo incontro mi ha permesso di arrivare alla pubblicazione con Historica, una casa editrice che (lo garantisco) è molto seria e trasparente, sia nei rapporti con i lettori che in quelli con i suoi scrittori.
Ho conosciuto Giubilei, direttore di Historica, quasi per caso. Mi ha contattato via mail dopo aver letto un mio racconto pubblicato su una rivista on line e mi ha proposto di scrivere qualcosa per Historica. Da lì abbiamo avuto contatti sempre più assidui fino alla pubblicazione di Vivere adagio. Sono molto contento di aver conosciuto Giubilei perché questo incontro mi ha permesso di arrivare alla pubblicazione con Historica, una casa editrice che (lo garantisco) è molto seria e trasparente, sia nei rapporti con i lettori che in quelli con i suoi scrittori.
Non sei uno scrittore emergente, questo è sicuro: prima di Vivere Adagio, hai pubblicato L'ombra sul cuore (Prospettiva Editrice), Candidi fiori macchiati d'inchiostro (Il Filo Giallo Edizioni Private - Collettivo Indipendente), Un angelo seduto tra i rifiuti e altre piccole storie quotidiane (Edizioni Il Foglio).
Cosa, quindi, sai dirci del panorama della piccola e media editoria, basandoti ovviamente sulla tua esperienza, rivolgendoti ad un casuale scrittore che desidererebbe proporre le sue opere ad un editore?
Beh, secondo me la prima cosa che deve fare un ipotetico scrittore che abbia l’intenzione di proporre le sue cose a un editore, è quella di non avere fretta. Per cui, rileggere e riscrivere più volte i propri racconti o il proprio romanzo, per arrivare alla stesura definitiva, vincendo la pigrizia e lo scoramento che, a volte, ci impediscono di correggere o riscrivere un pezzo o un capitolo o un momento o una frase che ci appaiono particolarmente complessi. Poi, spedire solo a quegli Editori che pubblicano generi ai quali la propria opera può appartenere e, soprattutto, solo a quegli Editori che non hanno come fine la truffa ai danni dell’aspirante scrittore. Quali sono? Beh, si può andare per esclusione: mai spedire lavori agli Editori che chiedono un contributo in denaro. O, perlomeno, se proprio si è convinti di quell’Editore, un contributo in denaro superiore a qualche centinaio di euro. Infatti ci sono Editori che, per pubblicare un’opera, arrivano a chiedere in cambio di migliaia di euro!
Cosa, quindi, sai dirci del panorama della piccola e media editoria, basandoti ovviamente sulla tua esperienza, rivolgendoti ad un casuale scrittore che desidererebbe proporre le sue opere ad un editore?
Beh, secondo me la prima cosa che deve fare un ipotetico scrittore che abbia l’intenzione di proporre le sue cose a un editore, è quella di non avere fretta. Per cui, rileggere e riscrivere più volte i propri racconti o il proprio romanzo, per arrivare alla stesura definitiva, vincendo la pigrizia e lo scoramento che, a volte, ci impediscono di correggere o riscrivere un pezzo o un capitolo o un momento o una frase che ci appaiono particolarmente complessi. Poi, spedire solo a quegli Editori che pubblicano generi ai quali la propria opera può appartenere e, soprattutto, solo a quegli Editori che non hanno come fine la truffa ai danni dell’aspirante scrittore. Quali sono? Beh, si può andare per esclusione: mai spedire lavori agli Editori che chiedono un contributo in denaro. O, perlomeno, se proprio si è convinti di quell’Editore, un contributo in denaro superiore a qualche centinaio di euro. Infatti ci sono Editori che, per pubblicare un’opera, arrivano a chiedere in cambio di migliaia di euro!
Pensi che la piccola editoriale, in questi ultimi anni, si stia davvero prendendo - come sembrerebbe - la sua rivalsa sui grandi e medio-grandi operatori?
Sinceramente, non credo, o meglio: come sempre, ci sono piccole realtà che lavorano bene e alla fine si vede. Ma eviterei di giungere alla solita affermazione che “i piccoli editori pubblicano opere interessanti e valide mentre i grandi editori solamente robaccia commerciale”… Ho letto tanti libri pubblicati da piccoli Editori che sono illeggibili e tanti altri stampati da grandi Editori che sono davvero belli. Penso, per stare in Italia, ai lavori di Paola Mastrocola o di Martino Ferro o di Diego De Silva o di Gianluca Morozzi (che pure è partito con un piccolo Editore, Fernandel. E che, fra l’altro, ha scritto l’introduzione di Vivere adagio!).
Sinceramente, non credo, o meglio: come sempre, ci sono piccole realtà che lavorano bene e alla fine si vede. Ma eviterei di giungere alla solita affermazione che “i piccoli editori pubblicano opere interessanti e valide mentre i grandi editori solamente robaccia commerciale”… Ho letto tanti libri pubblicati da piccoli Editori che sono illeggibili e tanti altri stampati da grandi Editori che sono davvero belli. Penso, per stare in Italia, ai lavori di Paola Mastrocola o di Martino Ferro o di Diego De Silva o di Gianluca Morozzi (che pure è partito con un piccolo Editore, Fernandel. E che, fra l’altro, ha scritto l’introduzione di Vivere adagio!).
Cos'è per te la scrittura e qual è il tuo rapporto con i personaggi?
La scrittura per me è un modo di fare ordine nelle cose della vita e il rapporto con i miei personaggi è come quello con le persone reali: può essere tranquillo, conflittuale, noioso o passionale.
La scrittura per me è un modo di fare ordine nelle cose della vita e il rapporto con i miei personaggi è come quello con le persone reali: può essere tranquillo, conflittuale, noioso o passionale.
Cosa c'è, di te, nei tuoi romanzi? Ce n'è uno a cui sei particolarmente affezionato?
C’è sempre un qualcosa dello scrittore in tutto ciò che scrive, anche quando si tratta di storie fantastiche o, per esempio, horror, perché si trasferiscono nella pagina frammenti o momenti o situazioni accadute nella vita reale. Il romanzo cui sono più affezionato è un romanzo che ho finito di scrivere da pochissimo tempo e che perciò è ancora inedito e che si intitola “Mi manchi ogni maledettissimo minuto”.
C’è sempre un qualcosa dello scrittore in tutto ciò che scrive, anche quando si tratta di storie fantastiche o, per esempio, horror, perché si trasferiscono nella pagina frammenti o momenti o situazioni accadute nella vita reale. Il romanzo cui sono più affezionato è un romanzo che ho finito di scrivere da pochissimo tempo e che perciò è ancora inedito e che si intitola “Mi manchi ogni maledettissimo minuto”.
Progetti in campo?
Per ora rivedere e sistemare definitivamente questo nuovo romanzo, e poi andare al mare e vivere l’estate, che è la stagione che preferisco.
Per ora rivedere e sistemare definitivamente questo nuovo romanzo, e poi andare al mare e vivere l’estate, che è la stagione che preferisco.








