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venerdì, 26 ottobre 2007

Nuova intervista, questo venerdì. Giovanni Locatelli è autore ArpaNet ed ha recentemente pubblicato il racconto Origami Blues.

 

Dunque, iniziamo con le presentazioni: chi è Giovanni Locatelli?
Trent’anni, basso, impiegato, rompiscatole, iperazionale, simpatico, Vergine, non agnostico non ateo né credente, celibe, magro, iperattivo, mutevole, ingegnere, infedele, scettico, pessimista, castano, curioso, viaggiatore, egoista. Più o meno.


 Quando hai iniziato a scrivere e perché?
Ho iniziato tardi, dopo i vent’anni, quasi per ripiego rispetto alla musica, dopo essermi reso conto di non poter puntare alla carriera di concertista.

Al tempo mi è mancata la maturità di capire che avrei potuto studiare composizione, che era, ed è, la mia vera passione. La scrittura mi ha concesso una seconda chance di sviluppare il mio lato creativo, di esprimere una visione del mondo personale e per certi versi diversa.


Hai pubblicato Origami Blues, presso la casa editrice ARPANET. Parlacene un po’

Copertina di Origami Blues

Origami blues è una storia fortunata, si è sviluppata autonomamente, senza sforzi nello stile o forzature nella trama e racconta di una festa di fine estate organizzata da una ragazza particolarissima, che comunica solo attraverso gli origami e che passa l’inverno protetta da un bozzolo di carta. Implicitamente parla dell’arte, della difficoltà di inserirsi nel mercato e dell’isolamento necessario di un artista.

Scrivere è importante, ma anche leggere lo è: quali sono le tue letture preferite e quali autori ami di più?
Leggo quasi esclusivamente narrativa. Sono appena tornato dal Giappone ed ho in mano Murakami. Ho amato Joyce e Beckett, per il coraggio di rompere col passato, Proust e Hesse per la loro diversa ipersensibilità, Celine e Vian, per il sarcasmo. Queneau e Calvino sono maestri da seguire. Tonio Kroeger di Mann è in pratica un autoritratto.

 

In quale periodo della giornata sei solito scrivere?
dopo cena, perché è l’unico momento libero a disposizione.

 

Si sente spesso dire che le giovani generazioni non amino molto leggere, figuriamoci scrivere. Cosa ne pensi?
Non sono d’accordo. Direi anzi che troppa gente scrive, un po’ meno concorrenza non sarebbe male… E molte persone leggono, forse a volte fa comodo pensare il contrario.

 

Che opinione hai dell¹editoria del giorno d¹oggi?
Fa i suoi interessi, non posso pretendere faccia i miei… Nessuno si domanda se l’industria del mobile produca arredamenti di alta o bassa qualità, ciascuna azienda ha il proprio target ed a questo si riferisce. La stessa cosa vale per le case editrici. Ogni scrittore dà per scontato che una casa editrice seria dovrebbe pubblicare il suo lavoro… la qual cosa non può essere sempre vera.


 Progetti futuri?
Mi piacerebbe pubblicare una raccolta di racconti, ma di solito non riesco nei miei progetti. Contemporaneamente mi capita dell’altro, quindi probabilmente realizzerò uno spettacolo teatrale… o un cd musicale!!!


 Ultima domanda: se il mondo fosse di un colore, questo colore quale vorresti che fosse?
Il mondo di un solo colore mi spaventa, forse per gli impliciti riferimenti ai regimi politici…

Da un altro punto di vista un pianeta di un colore solo, penso a marte o alla luna, non mi dà l’impressione di essere ospitale… glisso la domanda.

 

postato da: mMushroom alle ore 11:03 | Link | commenti (1)
categoria:intervista a giovanni locatelli
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