chi sono
Utente: mMushroom
Nome: Marco Mazzanti
commenti recenti
archivio
categorie
intervista - radio nostalgia
intervista ad aislinn
intervista ad alberto angelici
intervista ad alessanro cascio
intervista ad alessia rocco
intervista ad angelo calvisi
intervista ad antanz1967
intervista ad eliselle
intervista albus edizioni
intervista azimut editrice
intervista a beccari fabrizio ne
intervista a cinzia ottonello
intervista a daniela arrighi ban
intervista a eleonora granata
intervista a fabrizio bandini
intervista a fabrizio trotta
intervista a federico di vita
intervista a filadelfo giuliano
intervista a filippo conticello
intervista a flavia ganzenua
intervista a francesco dellolio
intervista a francesco giubilei
intervista a francesc angelinell
intervista a franco romanò
intervista a gaspare bitetto
intervista a gennaro chierchia
intervista a gionata soldatini
intervista a giorgio vincenti
intervista a giovanni buzi
intervista a giovanni locatelli
intervista a giuseppe bianco
intervista a irene malish
intervista a laura bonelli
intervista a loredana ruggeri
intervista a maeba sciutti
intervista a marco giacosa
intervista a marco milani
intervista a margherita
intervista a mariagiovanna luini
intervista a maria laura bufano
intervista a maria rosaria ferra
intervista a mario de martino
intervista a massimo zanettini
intervista a mpblack
intervista a nadia linciano
intervista a nicola e alfonso va
intervista a pascal abatiello
intervista a pietro fratta
intervista a renzo montagnoli
intervista a roberto sassi
intervista a romina principato
intervista a serena maffia
intervista a sergio paoli
intervista a silvia denti
intervista a stefania lusetti
intervista a stefania portaluppi
intervista a vanessa sacco
intervista a vespina fortuna
intervista casadeisognatori
intervista casa editrice deinote
intervista eiffel edizioni
intervista galaad edizioni
intervista laura et lory
intervista luca merendi
intervista round robin
intervista scrittura&scritture
itervista a valentina bellettini
nuovaintervista a lauraetlory
nuova intervista a fabrizio band
nuova intervista a gaspare bitet
nuova intervista a mariagiovanna
quarta intervista a mariagiovann
terza intervista a mariagiovanna
links
partecipano

foto recenti
bottoni
  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder
counter
visitato *loading* volte
sabato, 31 marzo 2007

Questo sabato, 31 marzo, ultimo giorno del mese, arriva una nuova intervista. A parlare è:

 

MariaGiovanna Luini, ossia:

 

Una donna. Una scrittrice. Un medico. Probabilmente tempo fa avrei detto prima “un medico”, poi “una scrittrice”, adesso no. Non è questione di priorità, ma di istinto. Scrivere è talmente naturale  da essere definizione sufficiente e immediata. Comunque… Sono lecchese di nascita (veramente il mio paese si chiama Calco: lì vive la mia numerosa famiglia) e milanese di adozione, ho vissuto qualche anno a Bruxelles; lavoro in un istituto oncologico milanese, sono chirurgo come mio marito Alberto. E scrivo…

 

Quando hai incominciato a scrivere e che approccio hai con la scrittura ( nel senso : scrivi di getto e poi correggi, o redigi prima un’elaborata scaletta) ?

 

Scrivo da quando avevo tre anni, più o meno. Scrivere è l’espressione più immediata, facile e profonda .  Per molto tempo ho tenuto la scrittura solo per me, poi tre anni fa è successo qualcosa: ho iniziato a fare leggere. Così, come se fosse ovvio. E’ stato un cambiamento importante perché mi ha permesso di confrontarmi e mettere in discussione, di migliorare lo stile . Scrivo di getto: di solito non ho in testa un’idea, mi siedo alla scrivania e sto in silenzio. Silenzio totale. Poi la storia nasce e si sviluppa e io devo scriverla, quasi stessi descrivendo qualcosa che accade al di fuori e al di là di me. La prima stesura è sempre d’istinto. Nasce da sola. Poi rileggo e critico, spesso riduco molto. E lascio raffreddare per qualche tempo prima di correggere di nuovo. Non ho scalette: anche i romanzi più lunghi nascono e vivono spontaneamente. L’unica volta che ho scritto una scaletta mi è piaciuta molto ma non si è sviluppata: è sempre lì, in uno dei miei taccuini, e aspetta di nascere. Prima o poi prenderà vita.

 

Il rapporto con i tuoi personaggi?

 

All’inizio sono abbozzi, schizzi senza colore, poi hanno bisogno di silenzio e iniziano a vivere. Li guardo trasformarsi e non so mai come si comporteranno finché la storia non è finita.

 

Se dovessi inserire in un tuo racconto o romanzo un personaggio di un tuo autore preferito, questo personaggio quale sarebbe?

 

La signora Dalloway.

 

 

Un po’ come il protagonista del romanzo La Storia Infinita, tu in quale libro ti sarebbe piaciuto entrare?

 

Entrerei in uno dei romanzi di Simenon, per osservare in silenzio. Il punto di vista del protagonista, che subisce la vita da testimone muto: gli eventi accadono e non si può fare altro che assistere…

 

Hai pubblicato Esser grandi è una fiaba, con la casa editrice Lampi di Stampa? Parlaci del tuo libro e della tua esperienza editoriale?

 Libro_fiabe_1_1

Ogni tanto scrivo fiabe. Le scrivo pensando alla magia della vita: sto a contatto con persone che soffrono, che combattono malattie molto difficili, e ho imparato ad amare ogni istante di sogno, di leggerezza. Le fiabe nascono nei momenti in cui ho più bisogno di sorridere. L’anno scorso qualcuno mi ha suggerito di raccogliere alcune mie fiabe per pubblicarle: è stata un’esperienza inattesa, molto bella e la casa editrice Lampi di Stampa mi ha assistito moltissimo in questa prima avventura editoriale. Quando ho scelto le fiabe da pubblicare ho pensato di dedicarle a un pubblico adulto, per una specie di pudore nei confronti dei bambini che hanno bisogno di tanta, tanta bellezza. Non mi sentivo in grado di comunicare con i bambini… Quando le fiabe sono uscite hanno avuto un successo che – confesso – non avevo sperato, e tantissimi bambini le hanno amate: la prossima raccolta sarà anche per loro, è quasi pronta.

 

Inoltre stai partecipando al concorso Moda e Gusto indetto dalla casa editrice ARPANet. Cosa ne pensi di questa esperienza?

 

E’ divertente. E offre spazio agli esordiente: in questi tempi è davvero notevole trovare una disponibilità di questo genere. Ho letto i racconti proposti, sono molto belli.

 

Oltre ad essere medico, sei anche giornalista scientifica. Pensi che redigere articoli possa essere anche un buono e costante esercizio di scrittura?

 

Scrivere, scrivere, scrivere: me lo disse il direttore di un giornale, una persona che stimo moltissimo. Aveva ragione: l’esercizio costante permette di migliorare, di prendere confidenza. E di trovare il proprio stile narrativo. Ogni tanto rileggo cose che ho scritto in passato e ho la tentazione di cambiare tutto, di tagliare e modificare e sintetizzare… Scrivo tutti i giorni almeno due ore.

 

Ultimamente stai scrivendo o ci sono dei progetti a cui stai lavorando?

 

Ho completato la rilettura “a freddo” di un manoscritto cui tengo molto, “Una storia ai delfini”. E vorrei rivedere un manoscritto un po’ più “vecchio”, un romanzo scritto a quattro mani con uno scrittore e giornalista francese, Jacques Charmelot: abbiamo avuto commenti molto positivi soprattutto per l’originalità della storia e la suspence, ed è arrivata qualche proposta interessante, ma pensiamo di rivedere lo stile un’altra volta prima di decidere. Ah, e la nuova raccolta di fiabe è quasi pronta!

Nel frattempo lavoro a una fiction televisiva di carattere medico: è un’esperienza molto stimolante, completamente nuova.

 

Gestisci un tuo blog personale, parlacene un po’.

 

Non sapevo che cosa fosse un blog. Non avevo mai sentito la parola “blog”. Poi un amico mi ha detto “perché non metti qualcosa di tuo su internet?” e mi ha spiegato come fare. All’inizio è stato un gioco, poi il riscontro crescente mi ha spinta a lavorarci con maggiore impegno. Non uso il blog come diario: in realtà non c’è niente della mia vita personale perché non è questo lo scopo. Pubblico fiabe, racconti, brevi pezzi narrativi e ho un feedback quasi immediato: i commenti della gente, il numero di visite sono preziosissimi aiuti per riflettere e migliorare. Ricevo messaggi molto belli, e qualcuno mi ha davvero commosso. Alcune critiche sono state fondamentali per rivedere il mio stile. Il blog ha avuto il grandissimo merito di farmi provare l’esperienza dell’”esposizione”, che non è così scontata nel suo impatto sulla vita personale. Ho imparato a mettermi in gioco accettando le conseguenze.

MariaGiovanna, mi ha fatto piacere intervistarti, è stata una bella chiacchierata

 

Un saluto e a presto

 

 

 

 

 

postato da: mMushroom alle ore 18:37 | Link | commenti (6)
categoria:intervista a mariagiovanna luini
Immagine di L'uomo che dipingeva con i coltelli Immagine di La nave del destino - Asia