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sabato, 14 marzo 2009

Nuova intervista per questo sabato di metà marzo, per festeggiare l'imminente aprirsi della primavera! A rispondere è Massimo Zanettini, autore Round Robin con il suo primissimo romanzo, "Chiuso per turno".

Dunque, iniziamo con le presentazioni: chi è Massimo Zanettini e qual è la sua formazione professionale?
Sono un consulente informatico. La mia è quindi una formazione tecnica, anche se coltivo da anni una grande passione per la letteratura.

 

Massimo Zanettini, autore de "Chiuso per turno", Round Robin Editore. Parliamo di questo tuo romanzo d'esordio, soffermandoci anche sul titolo e sulla copertina... e sul suo protagonista ;)

 copertina del libro

Il protagonista di Chiuso per turno è un vorace cuoco emiliano: Michelangelo Bricoli. Proprio dal protagonista e          dal contesto della storia che viene la copertina del libro, sapientemente progettata dai ragazzi della Round Robin (RR). L’oggetto raffigurato in copertina è divertente, tenero, fragile, un po’ kitsch, e rappresenta molto bene credo le ambientazioni provinciali della storia.

Il titolo è invece farina del mio sacco, e l’idea mi è venuta per caso scrivendo il romanzo. In fin dei conti le vicende del romanzo si svolgono principalmente nei giorni di chiusura del ristorante di cui Michelangelo è proprietario.

 

Com'è nato? Spieghiamo ai lettori il suo concepimento.
L’idea di Chiuso per turno è nata per caso, partendo dall’immagine di un uomo enorme e obeso che divora cibo in un amplesso autodistruttivo ed edonista. Mi deve aver ispirato l’episodio Gli anni del declino del film Il senso della vita dei Monty Python, in cui un uomo enorme mangia fino ad esplodere. Quell’uomo mi fece venire in mente la società mercantile occidentale, col suo atteggiamento vorace.

D’altro canto il protagonista di Chiuso per turno doveva riflettere i dubbi, le difficoltà della nostra cultura. Michelangelo, quello che poi è diventato il personaggio principale del romanzo, doveva risultare bloccato dal dualismo tra il desiderio di cambiare le cose e l’egoismo che gli impedisce di rinunciare ai sui privilegi. Nel tempo ho raccolto materiale, citazioni, riferimenti che fornissero lo zoccolo su cui poggia la storia che si è sviluppata da sola pagina dopo pagina.

 

Luoghi o personaggi de "Chiuso per turno". Come potremmo definirli?

I luogo fisici in cui si sviluppa la storia di Chiuso per turno sono Parma e la Tanzania. La prima è una mecca della musica lirica e dell’industria alimentare, per citare lo stesso protagonista del libro: “la città più food oriented di tutta la food valley”. L’Africa invece è l’icona, forse usurata, ma ancora vivida nella fantasia della gente, della fame e dell’indigenza. Sono i luoghi rispettivamente della ricchezza e della povertà, della sazietà e della fame, del corpo e dello spirito, del pieno e del vuoto, soprattutto del pieno e del vuoto.

 

Qual è il tuo rapporto con la scrittura, e quindi con i tuoi personaggi?

Faticoso… Alzarsi alle cinque e mezza di mattina per scrivere di un tizio che si ostina a fare quello che vuole, è davvero faticoso. Poi, per scrivere, tolgo tempo alla famiglia, energie al lavoro. Ma ne ho bisogno di scrivere per sentire che sto facendo qualcosa per me e per le persone che mi circondano.

 

Parliamo della tua esperienza editoriale con Round Robin.

Mi sto divertendo, nonostante l’ansia di prestazione che provo per le presentazioni e le interviste. I ragazzi della RR sono creativi, intelligenti, dotati, giovani, fanno un lavoro fresco, ma impegnato, esteticamente gradevole. Insomma è piacevole, anche se impegnativo, vedere un mondo che non conosco, ma che mi stimola intellettualmente.

 

E' domenica, qualcuno bussa alla porta di casa tua; sei ancora in pigiama e pensi che sia un venditore ambulante, invece è un aspirante scrittore che vorrebbe qualche consiglio da te (sì, proprio da te! Poteva bussare alla porta di qualcun altro, ma lui ha letto il tuo libro, ne è rimasto entusiasta e ha voluto rivolgersi a te!)

La domenica? L’unico giorno che la sveglia tace? Assonnato davanti ad una fetta di pane con burro e marmellata, gli direi che per scrivere bisogna acquisire uno stile, ma soprattutto un metodo di lavoro. Bisogna leggere, raccogliere materiale, e scrivere quasi quotidianamente. Quando si sono acquisiti stile e metodo, bisogna trovare una storia e un messaggio e scrivere un romanzo. C’è una parte di mestiere nella scrittura - che io solo intuisco, sia chiaro - che si impara, credo, solo con la pratica costante.

 

Progetti futuri?

Sicuramente uno. Sto lavorando ad una storia dal taglio fumettistico, anche se raccontata con le parole e non con i disegni, in cui si parla di biciclette, di supereroi, di autovelox e soprattutto di speranza per il futuro. Vedremo cosa ne salterà fuori…

postato da: mMushroom alle ore 08:47 | Link | commenti (2)
categoria:intervista a massimo zanettini
Immagine di L'uomo che dipingeva con i coltelli Immagine di La nave del destino - Asia