chi sono
Utente: mMushroom
Nome: Marco Mazzanti
commenti recenti
archivio
categorie
intervista - radio nostalgia
intervista a beccari fabrizio ne
intervista a cinzia ottonello
intervista a eleonora granata
intervista a fabrizio bandini
intervista a fabrizio trotta
intervista a federico di vita
intervista a filadelfo giuliano
intervista a filippo conticello
intervista a flavia ganzenua
intervista a francesc angelinell
intervista a francesco dellolio
intervista a francesco giubilei
intervista a franco romanò
intervista a gaspare bitetto
intervista a gennaro chierchia
intervista a gionata soldatini
intervista a giorgio vincenti
intervista a giovanni buzi
intervista a giovanni locatelli
intervista a giuseppe bianco
intervista a irene malish
intervista a laura bonelli
intervista a loredana ruggeri
intervista a maeba sciutti
intervista a marco giacosa
intervista a marco milani
intervista a margherita
intervista a maria laura bufano
intervista a maria rosaria ferra
intervista a mariagiovanna luini
intervista a mario de martino
intervista a massimo zanettini
intervista a mpblack
intervista a nadia linciano
intervista a nicola e alfonso va
intervista a pascal abatiello
intervista a pietro fratta
intervista a renzo montagnoli
intervista a roberto sassi
intervista a romina principato
intervista a serena maffia
intervista a sergio paoli
intervista a silvia denti
intervista a stefania lusetti
intervista a stefania portaluppi
intervista a vanessa sacco
intervista a vespina fortuna
intervista ad aislinn
intervista ad alberto angelici
intervista ad alessanro cascio
intervista ad alessia rocco
intervista ad angelo calvisi
intervista ad antanz1967
intervista ad eliselle
intervista albus edizioni
intervista azimut editrice
intervista casa editrice deinote
intervista casadeisognatori
intervista eiffel edizioni
intervista galaad edizioni
intervista laura et lory
intervista luca merendi
intervista round robin
intervista scrittura&scritture
itervista a valentina bellettini
nuova intervista a fabrizio band
nuova intervista a gaspare bitet
nuova intervista a mariagiovanna
nuovaintervista a lauraetlory
quarta intervista a mariagiovann
terza intervista a mariagiovanna
links
partecipano

foto recenti
bottoni
  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder
counter
visitato *loading* volte
sabato, 08 dicembre 2007

    Finalmente una nuova intervista! Questa sabato risponde Nadia Linciano, autrice di racconti e poesie ed autrice ArpaNet.

Dunque, iniziamo con le presentazioni: chi è Nadia Linciano?

 

Nadia Linciano è una donna di 40 anni, che ogni giorno si frammenta e si moltiplica nelle tante realtà che compongono la sua vita: la famiglia, il lavoro, la passione per il canto corale, le letture rubate negli ultimi minuti di una giornata densa e interminabile, l’amore per la scrittura. Se dovessi indicare l’aspetto che, a mio parere, più mi caratterizza, mi definirei una donna in perenne tensione tra quello che fa e quello che vorrebbe fare. Mi sembra impossibile vivere senza l’aspettativa di qualcosa che possa rompere la monotonia quotidiana, qualcosa di imprevisto… Mi sento impegnata in una ricerca continua, che  qualche volta genera frustrazione ma spesso mi arricchisce di un tassello nuovo e utile per migliorare la percezione e la comprensione di me stessa e degli altri. Una ricerca che mi consente di deviare dal mio percorso professionale “ufficiale” (quello di economista, autrice di diverse pubblicazioni scientifiche) verso sentieri i più disparati. Tra questi, anche quello della scrittura…

 

Quando hai iniziato a scrivere e perché?

I primi tentativi risalgono al periodo dell’adolescenza. Racconti, poesie, un diario intriso di grandi ideali e grandi propositi. Allora scrivevo per capire chi ero e cosa volevo, spesso in conflitto insanabile con il mondo intero. Non è sopravvissuto nulla di quel periodo, anche a causa di vari traslochi e per una caduta di interesse in quello che avevo scritto. La voglia di scrivere, però, non mi ha mai abbandonato. L’impulso a farlo veniva fuori in modo sporadico e casuale; non ho mai assecondato questo impulso fino alla nascita della mia prima figlia quando ho ricominciato a scrivere. Prima filastrocche e racconti per bambini. Scrivere per i bambini mi avvicina al loro mondo, quindi ai miei figli, e mi permette di recuperare una parte di me, quella del mio mondo infantile, che avevo dimenticato quasi del tutto. Ho scritto e pubblicato, così, Ad ogni ora la sua poesiola… e se il tempo non vola due favole ancora”, Manni editore; “Nove mesi e … oltre”, Edigiò e “Filastrocche Marine”, Edimond. Quasi contemporaneamente ho cominciato a scrivere racconti per adulti. Scrivere per gli adulti mi sembrava l’opportunità giusta per dare sfogo alle mie emozioni: un modo per liberarmi e per leggermi da fuori. Ho cominciato a partecipare a concorsi e a rileggere i miei scritti su carta stampata. “La ricerca – Storie di donne e di percorsi”, Nicola Pesce editore, è la mia prima raccolta di racconti. Adesso scrivo per calarmi nei panni di altri, di personaggi che imparo a conoscere mentre l’idea di un racconto prende forma…


Parlaci un po’ della tua esperienza con la casa editrice ArpaNet.

È stata un’esperienza molto positiva. Mi sono imbattuta nell’iniziativa Concepts Gusto per caso e ho partecipato con entusiasmo anche per le modalità con le quali si svolgeva la selezione, votazione del pubblico e poi scrutinio della redazione: una doppia verifica, importante per un’autrice esordiente che è anche alla ricerca di riscontri sulla bontà delle cose che scrive. A giugno, il mio racconto, “Il caffè rubato”, è stato pubblicato nel volume Concepts Gusto. L’esperienza è positiva anche perché ArpaNet è una delle pochissime case editrici disposte a pubblicare gli scritti di autori esordienti di fatto senza alcun contributo e disposta a fare il suo mestiere fino in fondo. Mi riferisco, ad esempio, alla promozione dei libri, all’organizzazione di presentazioni insomma a tutte quelle attività che, di solito, un editore delega all’autore esordiente condannandolo, nella maggior parte dei casi, alla diffusione della sua opera tra pochi amici e parenti (nel mio caso, ma credo che si tratti di una condizione diffusa tra gli autori esordienti, il tempo e l’opportunità di divulgare le proprie opere sono risorse davvero scarse).

 

I personaggi sono parte dello scrittore e delle sue esperienze di vita; sei d’accordo con questo luogo comune?

Nei luoghi comuni c’è sempre un fondo di verità (terribile, ho fatto appello a un altro luogo comune!). Per quanto mi riguarda, come ho già detto, i primi esperimenti di scrittura attingevano molto al mio vissuto; pian piano, però, l’orizzonte si è allargato e la mia fantasia vaga alla ricerca di situazioni e personaggi decisamente “altro” da me. È tuttavia inevitabile che qua e là emergano frammenti del mio modo di essere e delle mie esperienze. I codici che uso per decifrare la realtà e distillarla nei personaggi di un racconto sono i miei codici, non può essere altrimenti.

 

C’è un libro a cui sei particolarmente affezionata e che rileggeresti all’infinito?

Un libro che tengo sempre “a portata di mano” e che mi piace consultare di tanto in tanto è “Il libro dell’inquietudine” di Pessoa. Ma non mi sento legata a un libro in particolare, quanto piuttosto a un insieme di atmosfere che mi catturano. Amo le atmosfere fantastiche, surreali, ironiche e la letteratura sudamericana mi affascina per questo. Ci sono periodi, tuttavia, in cui mi calo nella lettura di biografie, di saggi oppure di romanzi storici. Ogni libro è un’esperienza totalizzante, in positivo o in negativo. Non riesco, tuttavia, a rileggere un libro che mi ha preso molto, per una sorta di pudore, di timore… forse quello di scoprirmi troppo diversa da quella che ero nel periodo in cui l’ho letto per la prima volta.

 

Quali sono le tue fonti di ispirazione?

La vita quotidiana: un incontro casuale, un servizio televisivo, una chiacchierata con un amico… Se i miei recettori sono aperti, un evento qualsiasi che sarebbe scivolato nell’oblio evoca un’immagine, una sensazione che trainano un pensiero e poi un altro e un altro ancora… In genere scrivo quasi di getto: ritorno sui miei scritti solo per correzioni marginali. Nel caso degli scritti per bambini, le fonti di ispirazione sono senz’altro i  miei figli (Caterina e Matteo) ai quali ho dedicato i miei libri e dei quali sono, direttamente o indirettamente, protagonisti.

 

Progetti futuri?

Ho candidato un racconto all’iniziativa Concepts Profumo; sto scrivendo una raccolta di racconti per bambini e un romanzo per adulti. Con molta fatica, la sera tardi, quando in casa scende il silenzio del sonno dei miei figli…


 

Ultima domanda: se il mondo fosse di un colore, questo colore quale vorresti che sia?

Potrei rispondere azzurro, ma qualche tempo fa avrei risposto arancione e più indietro ancora verde… Non mi piacerebbe un mondo monocolore, vorrei solo che tutti potessimo avere la tolleranza di accettare i colori del nostro passato e quelli degli altri.

 

postato da: mMushroom alle ore 11:26 | Link | commenti
categoria:intervista a nadia linciano
Immagine di L'uomo che dipingeva con i coltelli Immagine di La nave del destino - Asia