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mercoledì, 14 febbraio 2007

Uh! dopo una mattinata all'università inserisco una nuova intervista. A fare 4 chiacchere è questo mercoledì Renzo Montagnoli, curatore del sito Arteinsieme.net. Dategli un'occhiata, è un sito molto interessante, sopratutto per gli scrittori esordienti.

Innanzitutto iniziamo con le presentazioni: chi è Renzo Montagnoli?

 

Un uomo sulla sessantina (60 a maggio) in pensione.

 

Quando hai incominciato a scrivere e che approccio hai con la scrittura?

 

Ho iniziato a scrivere a metà del 2003, dapprima qualche poesia e in seguito anche  racconti.

Per me è stata ed è esclusivamente una passione, che mi diverte molto. Quindi scrivo senza velleità e solo perché mi piace.

 

Che rapporto hai con i tuoi personaggi?

 

Penso che qualsiasi autore tenda a immedesimarsi nei propri personaggi, o perché riflettono alcune sue caratteristiche, o anche perché rappresentano la materializzazione di come si vorrebbe essere. 

 

Un po’ come nel romanzo La Storia Infinita, tu in quale libro ti piacerebbe entrare?

 

E’ un romanzo che non ho letto da molto, talmente bello che sembra di partecipare allo svolgimento della vicenda. Parlo de La messa dell’uomo disarmato di Luisito Bianchi, un autentico capolavoro da accostare tranquillamente a opere come Guerra e pace, a Il rosso e il nero, a Il Gattopardo e altre similari.

 

Qual è il tuo metodo di scrittura: inizi scrivendo di getto o preferisci stilare prima una scaletta che ti aiuti a seguire di passo passo i tuoi scritti?

 

Farei una distinzione: le poesie vengono scritte di getto, poi sono sottoposte a una continua revisione. Per i racconti, invece, d’abitudine, quando mi viene l’idea, metto nero su bianco gli elementi essenziali della trama, un po’ come lo schizzo del pittore. Quando ne ho voglia, o meglio ancora quando ho la giusta disposizione d’animo, li riprendo e sviluppo il tutto.  

 

Gestisci un interessante sito letterario, come procede la tua attività?

 

Devo dire che gestire “Arteinsieme” è abbastanza impegnativo, perché sono sempre alla ricerca di nuovi autori validi e poi anche le interviste agli stessi non sono a volte facili da effettuare. Per raggiungere Andrea Camilleri, per esempio, mi sono occorsi circa quattro mesi, ma non di rado i più restii sono quelli meno conosciuti.

Comunque i risultati del sito, nato il 27 gennaio 2006, sono oltre ogni più rosea previsione, visto che a oggi siamo a oltre 55.000 visite.

 

Riesci a conciliare tempo libero e scrittura, oppure questi due aspetti coincidono?

 

Io ho molto tempo libero. Quando lavoravo, il tempo da dedicare alla scrittura era veramente modestissimo.

 

Se dovessi inserire in un tuo racconto un personaggio di un tuo autore preferito, questo personaggio quale sarebbe?

 

Fabrizio, il principe di Salina del Gattopardo: là era un’era una classe sociale che finiva soppiantata dalla borghesia; ora invece è un’epoca, quella dei nati immediatamente dopo la guerra, che tramonta.

E’ un modo distaccato, il mio, di vedere andare alla deriva il mondo di speranze e illusioni della mia gioventù. Però spero sempre che tutto cambi per restare uguale, un po’ come il grande personaggio creato da Tomasi di Lampedusa.

 

Ultima tua pubblicazione?

 

Pubblico solo su Internet e su qualche rivista letteraria, per mia precisa scelta.

 

 

Progetti futuri?

 

Continuare a divertirmi scrivendo e senza progetti. 

 

C’è un tuo scritto a cui sei particolarmente affezionato? Se sì perché?

 

Sì, è un racconto, abbastanza breve: A futura memoria. Ci sono affezionato forse perché è stato uno dei primi, ma anche perché è quello dove meglio sono riuscito a esprimere l’orrore di una guerra.

 

Pensi che i sogni e gli incubi possano essere fonti di ispirazioni?

 

Indubbiamente. Il sogno non è un evento casuale, ma è il frutto di un’elaborazione del nostro cervello che, libero da altre incombenze, fa affiorare durante il sonno idee e anche ragionamenti che nelle ore di luce abbiamo inconsciamente creato.

 

A proposito di ispirazione: la tua ispirazione è qualcosa che proviene dal tuo interno o dalle piccole cose di ogni giorno?

 

L’osservazione è importante, ma sarebbe sterile se non fosse unita alla capacità di avere una visione delle cose che è frutto non solo del proprio livello culturale, ma dalla possibilità di ritrarre sensazioni ed emozioni.

 

 

Termina così anche questa intervista. Renzo, ti ringrazio per la tua disponibilità.

Un saluto grande e a presto.

 

 

 

postato da: mMushroom alle ore 12:32 | Link | commenti
categoria:intervista a renzo montagnoli
Immagine di L'uomo che dipingeva con i coltelli Immagine di La nave del destino - Asia