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lunedì, 14 settembre 2009

Iniziamo questa settimana con una nuova intervista di Settembre :)
A rispondere è Romina Principato, autrice con all'attivo il primo libro della saga fantasy I Quattro Re.

Dunque, iniziamo con le presentazioni: chi è Romina Principato?
Sono una ragazza di 24 anni e abito nella provincia di Milano, in particolare nella zona Ovest. Nonostante la mia giovane età, sono anche una "casalinga" da 2 anni, da quando infatti convivo col mio compagno. E come tale sono sempre di corsa tra casa, lavoro, famiglia e i miei svariati hobbyes, come leggere, disegnare, andare a cavallo, fare giardinaggio e oziare (quando mi resta un ritaglio di tempo). Insomma, mi tengo impegnata tutto il giorno!

 
Romina Principato, autrice de "I quattro Re - I sovrani della Luce", edito per i tipi di Altromondo Editore.
Presentiamo il tuo romanzo ai lettori del blog.
 Innanzitutto bisogna dire che "I Quattro Re" è il nome dell'intera saga, composta da "almeno" quattro volumi. Dico "almeno" perchè non ne sono certa nemmeno io, visto che ancora non so quanto saranno lunghi i prossimi. "I Sovrani della Luce" è il primo libro, che io definisco, nonostante le 500 pagine di cui è composto, l'introduzione alla storia. Il romanzo è ambientato su Eahnart, la Terra, in un mondo molto giovane e fertile, dove l'uomo vive in pochi regni sparsi tra i vari continenti. Un giorno però il perfetto equilibrio di questo mondo si spezza e un terribile incubo sconvolge la vita di una giovane Principessa, Lean: senza saperlo, viene avvertita dai Quattro Re Draghi dell'imminente risveglio dei Signore del Caos, Hellord, un malvagio Drago Nero che, dopo tremila anni dalla prima grande battaglia contro i Re, vuole riprendersi ciò che gli era stato tolto. Lean, accompagnata da due cavalieri, deve così intraprendere un lungo e difficile cammino per risvegliare i Quattro Re dai loro Palazzi nascosti, riportarli sulla Terra e dare voce a un'antica Profezia. 

 
"I quattro Re- I sovrani della Luce" è un romanzo corposo, fra le pagine del quale vivono i personaggi di un mondo che hai sapientemente strutturato, e di cuo fornisci una mappa. Parliamo dell'universo di Earnath e della su evoluzione, ma sopratutto vorrei chiederti come esso è nato.
Il mondo di Eahnart è stata la prima cosa del romanzo da me pensata e disegnata, il primo passo per poter stendere la trama e non perdermi nel corso della storia. E' nato molto lentamente, dapprima ho voluto disegnare solo il Grande Continente, dove si svolge il primo romanzo, poi ho ampliato la visione anche agli altri Continenti. Grazie all'idea abbastanza chiara della storia e di come i personaggi si dovevano muovere, sono riuscita a portare sulla carta questo mondo immaginario, ma soprattutto a definirne l'origine. Nel prologo, all'inizio del libro, infatti ho inserito proprio la storia della nascita di Eahnart, dei Quattro Re Draghi e della Vita, rifacendomi in tutto e per tutto all'evoluzione della nostra Terra, a partire dal big bang fino alla comparsa dell'uomo. Troveremo infatti una grande esplosione che darà origine al Sole, alle stelle e ai pianeti, e al Re della Luce, Belzon. Poi ci sarà una seconda esplosione che invece creerà proprio Eahnart, dove si svolgerà la prima battaglia tra i Quattro Re e Hellord.

 
I Draghi. Lo scrivo con la d maiuscola perchè so che ci tieni molto... del resto, essi sono l'anima del tuo romanzo. Ebbene, cosa ci dici riguardo queste mitiche creature?
 Nel romanzo sono l'equivalente degli déi romani o greci. Infatti sono delle divinità e ciascuno simboleggia un elemento della natura, in tutto sette: Luce, Buio, Caos, Aria, Acqua, Terra e Fuoco. Grazie ai poteri di questi elementi, controllano le forze naturali, come il sole, il vento, le piogge ecc. e regolano le stagioni e i climi. I Draghi del Buio e del Caos sono malvagi, e simboleggiano la Morte e la desolazione, mentre gli altri sono i Re che crearono la vita dopo la nascita di Eahnart. Insomma, non sono i soliti Draghi che si è abituati a leggere nei romanzi fantasy: non ci sono Cavalieri a cavalcarli né a comandarli, sono creature libere e solitarie, nascoste accuratamente nei loro Palazzi, lontano dall'uomo.
 

Cosa è per te la scrittura, e come riesci a conciliare questa magica - posso dirlo? - attività con il lavoro e la famiglia?
Per me la scrittura è innanzitutto vita, aria e cibo. Non posso farne a meno, è un richiamo dentro che mi
spinge a immaginare in continuazione mondi impossibili e affascinanti e che mi costringe a metterli nero su
bianco. Ed è anche un modo per evadere dal mondo in cui viviamo. Scrivo la sera, durante la settimana e qualche volta anche nei week-end, quando non ho nulla da fare. Purtroppo non riesco a dedicarci più di un'ora e mezza per volta proprio perché, convivendo, ci sono mille altre cose a cui devo badare ogni giorno, quando torno dal lavoro. Devo ringraziare anche la pazienza infinita del mio compagno, che sa capirmi e mi lascia libero spazio per la mia passione.


Qual è il tuo luogo ideale per scrivere?
Assolutamente la cameretta di casa, senza nessuno intorno e in silenzio. Contemplo al massimo della musica adatta, tipo epic-metal e cose simili, purché col volume ridotto al minimo.

 
Quali consigli daresti ad un autore che desidererebbe vedere pubblicata la sua opera?
 Innanzitutto di non mollare mai, qualsiasi cosa accada e chiunque cerchi di ostacolarlo. Poi, prima di inviare il manoscritto agli editori, consiglierei di informarsi bene. Ci sono tanti forum e blog che trattano l'argomento, mettendo in guardia i giovani scrittori da quegli editori che si definiscono tali ma che in realtà non offrono nulla. Purtroppo in Italia l'editoria ha numerosi punti negativi, i Grandi non valutano quasi mai gli esordienti, prediligendo gli stranieri che secondo loro sono più vendibili, mentre i piccoli spesso chiedono contributi esosi che nascondono vere e proprie truffe. Naturalmente non tutti sono così, pertanto consiglio vivamente di informarsi e di chiedere pareri a chi ha già pubblicato.
 
 
Si sente spesso dire che in Italia si legga poco, ma che si scriva tanto... non ti pare un po' paradossale?
Un po’ sì... Non so spiegarmi il motivo. Io ho iniziato a leggere prima di scoprire che mi piaceva anche scrivere, e tutt'ora non riesco a smettere di fare né una né l'altra cosa. E se potessi leggerei anche di più. Può darsi che molte persone scrivano e basta, senza leggere, oppure che leggano talmente poco da non riuscire a smuovere i dati delle statistiche. Non so...
 

Tu, Romina, come molti altri scrittori esordienti, sei un' Anobiana! Anobii non è un altro pianeta... o quasi... piuttosto un universo telematico dove molti autori hanno la possibilità di farsi conoscere, specie attraverso le catene di lettura. Parliamo un po' di questa tua esperienza sul web, ma anche di quello che tu pensi delle molteplici possibilità che Anobii e la rete danno agli scrittori emergenti.
Ho conosciuto il mondo di Anobii sempre grazie ai vari forum di scrittori esordienti. Secondo me è un ottimo portale che consente, oltre che di gestire una propria libreria virtuale, anche di scambiare opinioni e pareri con il resto degli utenti tramite le recensioni che vengono inserite. Grazie alla possibilità di creare dei gruppi, l'autore esordiente può inoltre far conoscere alla massa il proprio romanzo e ottenere maggiore visibilità.
Io personalmente utilizzo il portale di anobii solo come libreria e per cercare nuovi titoli interessanti all'interno delle altre. Ho aderito a molti gruppi di scrittori, ma raramente vi partecipo, e sono contraria anche alle catene di lettura. Assurdo, penserai tu. Sì, può darsi, ma il fatto è che per un autore esordiente quella copia in più venduta può fare una grande differenza, soprattutto alla propria autostima. Con le catene è vero che il romanzo acquista maggiore visibilità, visto che quando si può leggere gratis nessuno si tira indietro, ma finisce lì. 
Al momento non ho nessuna catena di lettura per il mio libro, e non penso che ne aprirò una.

 

Progetti in campo?
Tantissimi, almeno nella mia testa. Innanzitutto ho appena finito di scrivere la bozza di un nuovo romanzo, che in realtà è qualcosa di molto strano. Io lo definisco un urban/fanta/thriller in quanto ci sono le caratteristiche di tutti e tre i generi: è ambientato ai giorni nostri, ha un sacco di elementi fantastici (occhio! Non fantasy ma fantastici) e, infine, c'è un'indagine poliziesca. E' un esperimento che spero di riuscire a sostenere sino alla fine.
Dopodiché vorrei tornare a dedicarmi al secondo volume dei Quattro Re, e infine cominciare un altro romanzo, anche questo urban-fantasy, in cui tornerò a parlare dei miei amati Draghi, e non solo... I progetti sono tanti, e spero di vederli riusciti quanto prima!

 Copertina del romanzo

postato da: mMushroom alle ore 11:33 | Link | commenti
categoria:intervista a romina principato
Immagine di L'uomo che dipingeva con i coltelli Immagine di La nave del destino - Asia