Iniziamo questa nuova settimana con Stefania Lusetti, autrice di due romanzi.
1- Dunque, cominciamo con le presentazioni: Chi è Stefania Lusetti?
Amo definirmi madre e moglie in eterno e precario equilibrio fra famiglia, lavoro e passioni.
Sono nata nel 1967 a Busto Arsizio, dove ho vissuto fino a sedici anni, per poi trasferirmi con la famiglia a Buscate, un paesino nell'hinterland milanese dove vivo tuttora con mio marito Vincenzo e mio figlio Riccardo di tre anni.
2- Cos'è per te la scrittura?
Principalmente sfogo. Necessità di liberare emozioni, delusioni, rabbie ma anche sensazioni piacevoli, quali appagamento e serenità. Spesso è fatica, più raramente soddisfazione.
Il primo raccontino lo scrissi a 12 anni. Una mia amica d’ infanzia mi aveva raccontato dettagliatamente un film di Dario Argento che aveva visto al cinema.
Suggestionata dalla sua narrazione, una domenica mattina cominciai a scrivere un racconto su una cantina di una casa newyorkese che faceva scomparire le persone.
Questo è il mio primo ricordo di tentativo letterario. Il racconto lo terminai ma andò perduto in occasione di qualche trasloco della vita.
Ripresi a scrivere in età matura. Un'altra mia cara amica, anche lei appassionata di lettura e scrittura, era riuscita a pubblicare un romanzo molto bello per una casa editrice di Milano, ormai chiusa da anni. Mi convinse che anche le mie storie potevano interessare e così tornai a scrivere più assiduamente, per lo più racconti.
3- Con il racconto "Villa Fiorita", sei stata vincitrice di un concorso letterario. Parliamo di questa esperienza.
La solita amica di sempre mi segnalò un concorso letterario promosso da una casa di brioche.
Il titolo del premio era “una storia autobiografica di una colazione”. Fu così che nacque “Villa Fiorita”.
Non avendo prestato attenzione al titolo del concorso, il racconto fu subito scartato: il protagonista di “Villa Fiorita” è un uomo, quindi non poteva essere considerata un’autobiografia.
Il racconto rimase nel cassetto per qualche anno, fino a quando non lo portai in Biblioteca a Buscate per il Concorso San Mauro nel 2003 e vinsi il primo premio.
E' stato l'esito di quel concorso ad avermi dato lo stimolo per terminare il romanzo “La settima invitata”, fermo da troppi anni
4- Concorsi e internet. Due mezzi oggi quanto mai efficaci per farsi conoscere, ma fino a che punto, secondo te?
Senza dubbio i concorsi vinti fanno una buona impressione su un curriculum letterario ma non penso siano fondamentali.
Quindici anni fa, senza internet, era difficile rintracciare nomi e indirizzi delle case editrici ed era quasi impossibile reperire informazioni su eventuali concorsi letterari
Oggi la rete sicuramente ci aiuta in tal senso.
Anche a livello di visibilità internet ci assiste, senza, però, fare grossi miracoli.
Penso comunque sia un mezzo indispensabile per la piccola editoria indipendente e utile a tutti i lettori per scoprire nuovi autori e storie, talvolta, molto originali.
5- Com'è nato il tuo primo romanzo, "La settima invitata"?
Prima di tutto dalla passione per i film corali, stile Robert Altman, in cui diversi personaggi raccontandosi in uno spazio temporale piuttosto limitato, riescono a far emergere la complessità della loro personalità e poi dalla volontà di scrivere un romanzo sulla non-amicizia, o meglio, la trasformazione di un'amicizia che sembrava eterna e indelebile.
Per ultimo volevo omaggiare la bellezza della Regione Umbria: una terra che ho scoperto nel 98 durante un breve viaggio di piacere.

6- "Il viaggio", ultimo tuo romanzo, di prossima uscita. Mi verrebbe quasi da pensare che, sotto sotto, sia anche un titolo metaforico, che possa quasi rappresentare un percorso evolutivo per la tua scrittura ed esperienza editoriale. Mi sbaglio, oppure no?
Non ti sbagli. Penso ci sia stata una certa evoluzione nel mio modo di scrivere negli ultimi tempi. Dopo tutto "La settima invitata" è un romanzo scritto parecchi anni fa, dopo aver raccolto alcune delusioni e in un periodo in cui la vita mi appariva indefinita e incompleta.
"Il viaggio", al contrario, è nato in un momento positivo, sereno e tranquillo della mia esistenza.
7- Presentiamo ai lettori questo tuo ultimo libro :)
Mi sono ispirata ad un mio viaggio di qualche anno fa alle Isole Fær Øer.
Anche in questo romanzo parlo di un difficile rapporto di amicizia fra due donne anziane, costrette a invecchiare prematuramente in una casa di riposo.
Come ne "La settima invitata" c'è un piccolo grande mistero che ha condizionato la vita di una delle due donne.
8- Qual è il tuo rapporto con i personaggi dei tuoi scritti?
Si sviluppa uno strano rapporto di amicizia che si esaurisce nel momento in cui scrivo la parola fine. Non li amo e non li odio ma mi piacciono, nei loro difetti e nei loro pregi.
9- C'è un personaggio, di entrambi i tuoi libri, a cui sei rimasta particolarmente affezionata? Se sì, perché?
Sicuramente. In "La settima invitata" c'è Fabrizio, l'amico della protagonista Roberta. Fra tutti è quello più sincero, aperto e leale.
In "Il viaggio" sicuramente Mrs. Janet Boyle, l'amica di viaggio della protagonista Lena.
E' una donna straordinaria, una bizzarra compagna di viaggio, affabile, invadente, gentilmente prepotente, egocentrica e al tempo stesso affascinante, un fascino d’altri tempi, quasi antico.
10- Cosa c'è - se c'è! - di Stefania Lusetti nei suoi romanzi?
Tutto e niente. In ognuno dei miei personaggi c’è sicuramente una parte di me: le stesse paure, insicurezze, tristezze. Ma c’è anche la positività e la voglia di riscatto che emerge in entrambi i romanzi.
11- Progetti in campo?
Riprendere a scrivere un terzo romanzo fermo a pag. 48 da qualche mese e continuare ad aggiornare il mio blog http://stefanialusetti.blogspot.com con racconti, foto di viaggi, impressioni, recensioni e, talvolta, sfoghi personali.
E’ una finestra divertente e stimolante.
Domanda flipper.
Scegli fra questi due colori: Celeste o verde?
Il colore della speranza: verde.
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Vi invito a leggere il mio blog e il mio sito internet
http://stefanialusetti.blogspot.com/
http://it.geocities.com/stefylus/






