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sabato, 13 giugno 2009

L'estate è alle porte e sono in rrivo nuovissime e interessanti interviste!
Questo sabato, a parlare è Stefania Portaluppi, giovane autrice che ho conosciuto su Anobii. com e di cui ho letto il romanzo d'esordio: "Il segreto dei Colber".

INTERVISTA

Dunque, iniziamo con le presentazioni: chi è Stefania Portaluppi?
 
Stefania è ancora una studentessa universitaria, che sta facendo la specializzazione in Lingue. Una ragazza normale, semplice, che ha molti progetti nel cassetto. Molti sogni. E uno l’ha già realizzato: pubblicare il suo primo romanzo.

Stefania Portaluppi, classe 1986, autrice de "Il segreto dei Colber", Prospettiva Editrice (2007). Parliamo del tuo romanzo, presentiamolo ai lettori del blog, iniziando dalla sua genesi.
 
“Il Segreto dei Colber” all’inizio non era un romanzo, ma solo un lungo racconto, con altri personaggi e altre storie. E non pensavo nemmeno di pubblicarlo! Poi, col passare del tempo, le idee si sono fatte un po’ più chiare, più concrete. Ho iniziato a pensare ad una ragazza, un’adolescente che in un certo senso avrebbe potuto somigliarmi, una giovane con una vita apparentemente normale, che all’improvviso si ritrova ad affrontare dei grossi problemi, anche con i suoi stessi genitori. Mi è sempre piaciuto il giallo, il mistero. Ho cercato di aggiungervi un po’ di questo. 

Il segreto dei Colber è una storia ad ampio respiro: in sottofondo alla trama principale, vengono affrontate diverse tematiche, come il rapporto fra genitori e figli adolescenti e l'omosessualità.
 
Ritengo che siano tematiche molto importanti. Dato che la protagonista è una ragazza di 17 anni, un’adolescente, ho voluto metterla di fronte alle difficoltà che prima o poi si incontrano nella vita e fra queste c’è anche una tematica difficile come l’omosessualità, difficile perché in questo caso Judy, che forse non aveva mai pensato seriamente ad essa, si trova coinvolta per via della sua migliore amica.

Parliamo ora della tua esperienza editoriale.
 
Ho pubblicato il romanzo con una piccola casa editrice di Civitavecchia, la Prospettiva Editrice. Sono entrata in contatto con loro tramite un amico, che mi ha fornito l’indirizzo a cui mandare il manoscritto. Era il primo serio tentativo che facevo in campo editoriale, non avevo mai cercato di pubblicare ciò che scrivevo. Con loro ho lavorato molto bene. Mi hanno dato la possibilità di correggere le mie bozze, mi hanno lasciato tutto il tempo che mi occorreva per effettuare modifiche o quant’altro. Mi ritengo fortunata, oltre che soddisfatta.

Da scrittrice esordiente in questa nuova era della telematica d'inizio secolo, dove il computer è divenuto quasi alla portata di tutti, cosa pensi di internet come veicolo per farsi conoscere, confrontarsi... ma anche crescere con altri nuovi autori?
 
Internet è una risorsa inesauribile di informazioni. Offre spazi in cui creare siti web personali e blog, che sono indubbiamente utile per un autore esordiente che vuole far conoscere le proprie opere, offre forum in cui è possibile parlare dell’esperienza editoriale, dell’essere scrittori di professione. Esistono siti disposti a pubblicare sul web poesie, racconti di nuovi autori, farli partecipare a dei concorsi per permettere ad altri utenti di conoscerli meglio. Esistono i Social Networks, come Artemondo, Progetto Cicero, Mediterraneoforpeace, che mettono gli autori in contatto fra loro e danno loro una mano in quanto credono nelle loro potenzialità. In un paese come l’Italia, dove i lettori e gli scrittori esordienti sono sempre meno, è importante avere un canale di distribuzione così ampio

Cos'è per Stefania la scrittura, e qual è il suo rapporto con i suoi personaggi?
 
La scrittura è prima di tutto una passione. Una passione, un modo di mettere per iscritte certe emozioni, certe sensazioni che è difficile esprimere a parole. Io sono una persona molto introversa e scrivere mi aiuta molto ad aprirmi, a parlare di me.
I miei personaggi hanno qualcosa che mi appartiene, dal punto di vista fisico così come dal punto di vista caratteriale, ma hanno, o cercano di avere, qualcosa di diverso, qualcosa in più. Qualcosa che appartiene ad altre persone che conosco o che ho conosciuto e che mi sono rimaste particolarmente impresse. E una volta nato il personaggio, tendo a legarmi molto ad esso. A pensarlo come una persona vivente, reale.

Solitamente, quanto tempo dedichi alla scrittura? E come sorge in te l'ispirazione per qualcosa di nuovo, da mettere su carta (che sia carta vera, o elettronica)?
 
Dedico alla scrittura la maggior parte del mio tempo libero. Ma scrivo sempre. Anche quando so di non avere tempo per scrivere, anche quando so di avere troppe cose da fare per pensare alla scrittura. Scrivo perché ne sento il bisogno.
L’ispirazione sorge spontanea. Spesso, nasce dalle mie numerose letture, ma anche in maniera molto più semplice. A volte mi basta guardare fuori dalla finestra della mia camera, ascoltare i miei cd preferiti o camminare per strada.


Progetti in campo?
 
Ho molti progetti per la testa. Sto scrivendo un nuovo romanzo, si tratta di un noir, molto diverso dal mio primo libro, ma sono solo all’inizio, quindi non posso dire di più. Inoltre, scrivendo anche poesie e racconti, mi piacerebbe, in futuro, poter pubblicare qualche raccolta che li contenga.
 
postato da: mMushroom alle ore 10:54 | Link | commenti
categoria:intervista a stefania portaluppi
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